IN EUROPA SI SCOMMETTE FORTE SULLA PRODUZIONE DI ENERGIA PULITA

QUANTO CORRONO LE RINNOVABILI

Intervista con Angelo Alessandri, Presidente Commissione Ambiente – Camera Deputati

Boom di energie rinnovabili in Europa, un trend che vede allineato il nostro Paese. Infatti “Per quanto riguarda, in particolare, l’energia elettrica da fonti rinnovabili, l'obiettivo in Italia è quello di arrivare dal 26 per cento stabilito dall'Unione europea - al quale siamo già quasi arrivati e si prevede che le conseguiremo tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 - al 35 o 36 per cento almeno”. A parlare è Angelo Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati che abbiamo intervistato.


Presidente partiamo dai numeri. Qual è oggi il peso delle rinnovabili sulla quota totale di energia prodotta?
Dai dati resi noti dal Ministero dello sviluppo economico ed utilizzati nella presentazione dei nuovi decreti sugli incentivi per le energie da fonti rinnovabili, si stima che nel settore elettrico, l’obiettivo al 2020 è già quasi raggiunto, in quanto il valore generativo annualizzato degli impianti installati a fine 2011 comportano una produzione di 94 Twh, mentre il target del 2020 è di 100 TWh. Purtroppo non possiamo essere altrettanto soddisfatti per quanto riguarda le quote di biocarburanti sul totale dei consumi di tutto il carburante, benzina e gasolio, immesso in consumo, calcolata sulla base del tenore energetico. In questo caso le percentuali dei quantitativi di combustibili rinnovabili a fatica seguono i rapporti fissati dalle norme comunitarie, ma ad ogni modo senza progressi eclatanti.

In tale contesto come marcia il progresso delle fonti rinnovabili nell’Europa a 27?
L’andamento della crescita delle fonti energetiche rinnovabili dell’Unione Europea segue in maniera abbastanza fedele la traiettoria desumibile dall’implementazione dei piani d’azione nazionali per le energie rinnovabili adottati dai singoli Stati membri ed in questo caso si nota come alcuni paesi prevedono di superare la quota 20 per cento di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile già nel 2020, attestandosi in media tra il 26 ed il 30 per cento, mentre altri Stati oscillano tra valori del 5 per cento e del 15 per cento. In questo contesto è possibile affermare che l’obiettivo comunitario di coprire con almeno il 20 per cento di energia rinnovabile il consumo totale di energia dell’UE è pienamente conseguibile.
Ad ogni modo, la Commissione UE ci aggiorna sui progressi degli Stati membri e ci assicura cha al momento si registra un sostanziale rispetto delle previsioni effettuate.

E in Italia qual è la situazione?
Per quanto riguarda, in particolare, l’energia elettrica da fonti rinnovabili, l'obiettivo è quello di arrivare dal 26 per cento stabilito dall'Unione europea - al quale siamo già quasi arrivati e si prevede che le conseguiremo tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 - al 35 o 36 per cento almeno. Ma per raggiungere questi traguardi e più in generale gli obiettivi ambientali che il nostro Paese vuole conseguire, bisogna assolutamente rendere economicamente sostenibile per le famiglie e per le imprese italiane questo percorso.

Si stima che superata questa fase di recessione la domanda di energia tornerà a salire nella maggior parte dei paesi. Che ruolo potranno giocare le fonti ad emissione zero?
Le fonti energetiche rinnovabili e con esse le nuove infrastrutture di distribuzione dell’energia giocheranno ad ogni modo un ruolo cruciale negli anni futuri dei paesi industriali. Con la riduzione delle fonti fossili ed il costante aumento dei prezzi del petrolio, unitamente alle instabilità politiche dei paesi produttori, l’utilizzo delle fonti rinnovabili diventa una necessità inderogabile e crediamo che almeno il 30 per cento dei consumi dovrà essere costantemente soddisfatto con l’efficienza energetica e le fonti ad emissioni zero o quasi zero.
Il nostro Paese, sul tema, è tecnologicamente avanzato? Nel senso, abbiamo una ricerca ed uno sviluppo adeguato?
Nei nostri istituti di ricerca e di sperimentazione, soprattutto presso le università e gli enti statali come l’ENEA, sono disponibili studi e tecnologie innovative molto interessanti e all’avanguardia rispetto al resto del contesto internazionale. Purtroppo paghiamo un ritardo assai significativo nel trasferimento tecnologico di tali ricerche al settore dell’applicazione e della produzione industriale. E’ un grave problema che bisogna assolutamente risolvere.

Tra le rinnovabili, quali hanno incrementato maggiormente la loro potenza installata? E quali soffrono ancora?
Le fonti energetiche rinnovabili relative al settore solare ed eolico hanno già raggiunto gli obiettivi di potenza fissati al 2020. Soffrono invece in maniera preoccupante gli impianti alimentati a biomasse, soprattutto per la produzione di calore, e l’uso dei biocarburanti. Ma sembra che lo Stato si stia impegnando per sostenere anche questi settori e riteniamo che un eventuale introduzione di un regime diffuso di incentivi basato su titoli di efficienza energetica analogo a quello degli incentivi per l’energia elettrica da fonte rinnovabile, potrebbe determinare un sensibile sviluppo di queste ulteriori fonti a baso impatto.

Cosa renderebbe più competitivo un impianto rinnovabile, sia dal punto di vista economico che di procedure amministrative?
In effetti il settore delle energie rinnovabili potrebbe conseguire una spinta ancora maggiore se si potesse contare su un ordinamento amministrativo più stabile e consolidato, ma soprattutto snello e semplice. Non a caso l'Unione europea ha formulato diversi rilievi critici, nei riguardi del nostro Paese, con riferimento agli schemi di decreti emanati sulle energie rinnovabili, secondo cui i provvedimenti normativi aumenterebbero i costi della burocrazia, bloccando un settore strategico della cosiddetta green economy, penalizzando conseguentemente l'Italia in una fase particolarmente difficile e delicata dell'attuale crisi economica, con rischi di aumento degli indici di disoccupazione.

Le chiedo un’ultima cosa. Per avere un futuro più verde grazie all’apporto delle rinnovabili, che soglia di produzione si dovrebbe raggiungere? E lei, è ottimista?
Prima di ipotizzare una soglia di produzione di energie da fonti rinnovabili, a mio parere sarebbe doveroso programmare anche una strategia di efficienza e di risparmio energetico, visto che progressi in tali settori sono per ora solo ipotizzati mentre vi sarebbe un forte bisogno di sistemi ad alta efficienza, in grado di convertire l’energia con rendimenti elevati e se del caso basati su principi di generazione/trasformazione il più possibili diretti, evitando trasformazioni termodinamiche ove possibile.
In questo contesto, una quota vicina al 40 per cento potrebbe essere una soglia equilibrata e garantista per mantenere comunque in sicurezza il fabbisogno del nostro sistema produttivo nazionale. Ma non ho dubbi che nel lungo periodo anche questa quota possa essere superata.



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