ECCELLENZA ITALIANA AL LAVORO: DALL’ACCIAIO ALLA GREEN ECONOMY

IL MONDO PULITO TARGATO FALCK RENEWABLES

Intervista con Piero Manzoni, Amm. Delegato FALCK RENEWABLES

Falck Renewables SpA sviluppa, progetta, realizza e gestisce impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili allo scopo di contribuire al fabbisogno energetico della popolazione, secondo un preciso piano di integrazione industriale, basato sulla differenziazione per tecnologie di produzione e per aree geografiche. Grazie a questa strategia, la Società è flessibile nell’allocazione degli investimenti, con la possibilità di mitigare i rischi e di cogliere le opportunità di mercato. La missione? La creazione di valore attraverso lo sviluppo integrato e diversificato delle tecnologie e delle fonti, la progettazione, il finanziamento, la costruzione e la gestione di impianti innovativi e competitivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, offrendo soluzioni ai problemi ambientali del territorio e di specifici settori industriali, secondo i criteri dello sviluppo sostenibile. Piero Manzoni è l’Amministratore Delegato della società. L’abbiamo incontrato.


Come prosegue la marcia di Falck Renewables verso un mondo sempre più sostenibile e pulito?
La “marcia” di Falck Renewables procede veloce verso i target che ci siamo posti: nel 2011 abbiamo prodotto 1.560.000 MWh di energia pulita, corrispondenti al fabbisogno di circa 500.000 famiglie, per un risparmio di 550.000 tonnellate di CO2, e abbiamo trattato 340.000 tonnellate di rifiuti. Abbiamo poi inaugurato in Sardegna il parco eolico più importante d’Italia per capacità installata (138 MW), messo in esercizio gli impianti fotovoltaici siciliani di Cardonita, Spinasanta e Sugherotorto, per un totale di oltre 13 MW e completato le estensioni degli impianti eolici di Kilbraur e Millennium in Scozia (35 MW).
La produzione di energia pulita e l’offerta di servizi ambientali secondo le linee guida della diversificazione geografica e tecnologica rappresentano la nostra missione, ma sono anche espressione di un’attiva adesione ai principi dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale, che da sempre caratterizzano i nostri progetti.

Come coniugare competitività e green economy?
Essendo consapevoli del nostro essere parte di un ecosistema globale che è nostro dovere tutelare e salvaguardare per le generazioni future.
Secondo i nostri principi, la ricerca di competitività si concilia con un livello sempre più elevato d’attenzione all’ambiente e al territorio in cui operiamo, attraverso una politica di innovazione e di crescita che utilizzi al meglio le risorse naturali. In ogni luogo ove siamo presenti sviluppiamo e cerchiamo di mantenere un rapporto di collaborazione con il tessuto sociale locale come, per citare qualche esempio, a San Sostene dove è attiva una cooperativa di giovani che svolge attività di sorveglianza e manutenzione del parco eolico, rappresentando una importante fonte di occupazione, in un tessuto locale particolarmente critico; a Trezzo sull’Adda più di 300 studenti visitano il nostro termovalorizzatore ogni anno; nella provincia di Ragusa abbiamo riqualificato parte della riserva naturale Pino d’Aleppo creando, tra l’altro, sentieri natura liberamente fruibili al pubblico; a Cefn Croes, sosteniamo annualmente un piano per la riqualificazione paesaggistica che include iniziative per la salvaguardia di alcune specie animali e per la protezione della brughiera e degli stagni; a Ben Aketil si effettua il monitoraggio delle specie native di uccelli.

Per molti produrre energia da fonti rinnovabili è un percorso ad ostacoli oltre che troppo costoso. Cosa pensa in proposito?
Per rispondere a questa domanda occorre chiedersi quali tecnologie a parità di energia prodotta costeranno tanto quanto le fonti tradizionali nell’immediato futuro. E’ il concetto della grid parity. Le fonti rinnovabili devono diventare più competitive, producendo energia quando serve e in modo economico, puntando anche sulle tecnologie “smart” come le reti intelligenti. Una soluzione vincente per il futuro sarà la combinazione nello stesso sito di più tecnologie: l'abbinamento di una fonte rinnovabile programmabile con una non programmabile potrebbe essere una soluzione molto interessante sulla quale Falck Renewables sta seriamente riflettendo, così come sui sistemi di accumulo e di previsione della risorsa rinnovabile.

Dove siete presenti? Dove sono collocati gli impianti? Quali numeri distinguono meglio l’azione di Falck Renewables?
Siamo presenti in Europa (Italia, UK, Francia e Spagna) con 684 MW di capacità installata per la produzione di energia eolica, solare, da biomasse e da rifiuti. Nei prossimi anni la Polonia si aggiungerà a questi Paesi grazie alla realizzazione di alcuni progetti attualmente in sviluppo, per una pipeline complessiva di circa 90 MW. In Italia abbiamo 331 MW installati che ci posizionano al primo posto fra i produttori privati di energia rinnovabile quotati in Borsa.
Dal punto di vista finanziario, i risultati al 31 dicembre 2011 sono stati straordinari: l’Ebitda si attesta a 141,7 milioni di euro, con una crescita del 49,9% rispetto al dato aggregato dell’anno precedente, i ricavi crescono anch’essi del 34,7% a 248,6 milioni di euro, il risultato netto ammonta a 19,8 milioni di euro, pari a oltre 8 volte quello aggregato del 2010. Anche il primo trimestre del 2012 è stato eccellente con una marginalità (Ebitda/Ricavi) che è passata dal 60,6% del primo trimestre 2011 al 65,6% del 2012, risultato ottenuto grazie al contenimento dei costi diretti, a interventi di ottimizzazione, di miglioramento dell’efficienza e di perfezionamento nella gestione degli impianti esistenti.

Tra gli impianti dislocati in giro per l’Europa, ce n’è qualcuno di cui va particolarmente orgoglioso?
Il parco eolico di Buddusò e Alà dei Sardi, che si trova in provincia di Olbia – Tempio, è certamente l’espressione massima del nostro impegno. E’ stato realizzato in 30 mesi e la produzione annuale attesa è di circa 330 GWh, in grado di alimentare da solo i fabbisogni di 110.000 famiglie italiane medie. Per la sua realizzazione, è stata conclusa nel 2010 una fra le più rilevanti operazioni di “project financing” a livello europeo nel settore delle rinnovabili, per un ammontare complessivo di 230 milioni di euro, su un valore complessivo di investimento di circa 270 milioni. Non posso non citare anche il termovalorizzatore di Trezzo sull’Adda, un gioiello di efficienza con le sue 8.000 ore all’anno di operatività.

Quali, a suo parere, tra le fonti rinnovabili, vedrà una crescita maggiore nei prossimi anni?
La diversificazione delle fonti di energia è una delle vie maestre indicate per centrare gli obiettivi di Kyoto. Le fonti di energia alternativa alimentano una filiera che solo in Italia vale migliaia di posti di lavoro e un paio di miliardi di euro all’anno, quindi non ritengo opportuno fare distinzioni fra fonti rinnovabili diverse. Piuttosto penso sia utile uno spirito di collaborazione tra operatori del settore per dare un contributo imprenditoriale serio e consistente all’intero settore. Vanno comunque considerate alcune variabili, per esempio la distribuzione geografica delle risorse rinnovabili, che non sono presenti in ugual misura ovunque; altro elemento chiave del gradiente di sviluppo dei prossimi anni sarà l’evoluzione dei sistemi di accumulo per rendere meno aleatorio il profilo di produzione di queste fonti naturali estremamente “pure” ma non sufficientemente programmabili, permettendone quindi una migliore integrazione nel sistema elettrico. Per Falck Renewables i Paesi dell’Est Europa offrono al momento le più interessanti opportunità di sviluppo nel settore eolico, ma stiamo valutando anche opportunità nell’ambito delle biomasse e della termovalorizzazione dei rifiuti.

Infine, ing. Manzoni, quali sono le sfide che attendono il Gruppo? Quali le linee d’azione?
Prevediamo di concentrare le attività di sviluppo in Paesi che hanno sistemi energetici rinnovabili in espansione e da migliorare, dove effettueremo un’attenta selezione di progetti ad elevato valore aggiunto per raggiungere l’obiettivo di capacità installata di circa 950 MW nel 2014.
Nell’eolico massimizzeremo gli investimenti nel Regno Unito e in Polonia, privilegiando progetti con ore medie di vento all’anno non inferiori a 2.500, mentre in Italia realizzeremo estensioni agli impianti esistenti.
Per il solare, proseguiremo con le attività di testing nella tecnologia del solare termodinamico, secondo un processo proprietario brevettato.
Riguardo al waste to energy abbiamo avviato attività di sviluppo in mercati interessanti quali Regno Unito e Polonia e, per le biomasse, prenderemo in considerazione progetti di taglia media (7-10 MW) fortemente integrati con il territorio e alimentati da materia prima locale, oltre a valutare possibili acquisizioni di singoli impianti.
Tutto questo verrà portato avanti con un occhio di riguardo al miglioramento dei processi per tutte le tecnologie produttive e a un più massiccio impiego del know how acquisito nell’operation and maintenance per continuare a migliorare le performance dei nostri impianti.



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