TUTTI LA CRITICANO, EPPURE SPICCA ANCORA PER L’ALTA QUALITÀ MEDICA

La Sanità è veramente malata?

Intervista con Giovanni Monchiero, Presidente FIASO
e Filippo Fordellone, Consigliere Nazionale UGL MEDICI


In alcune Regioni è simbolo di eccellenza italiana, ma si parla di lei solo per casi di degrado, scandali e ruberie. È la sanità italiana che è molto malata dal punto di vista economico – e i bilanci regionali stanno li a testimoniarlo – ma che generalmente continua a garantire cure essenziali ad un ottimo livello di efficacia e che potrebbe trovare con qualche iniziativa precisa e coraggiosa quello slancio in più che da sempre l’ha contraddistinta. Ne abbiamo parlato con Giovanni Monchiero, Presidente della Federazione Italiana delle Aziende sanitarie ed Ospedaliere e con Filippo Fordellone, Consigliere Nazionale dell’UGL Medici.


È allarme deficit. Il sistema sanitario non sembra essere sostenibile dalle regioni che spendono gran parte delle proprie risorse per ripianare il debito. Qual è la situazione ad oggi?
Monchiero - Cominciamo da un dato non sufficientemente noto. La spesa pro-capite complessiva, pubblica e privata, che l’Italia sostiene per la sanità è la più bassa fra quelle dei paesi più evoluti, a fronte di un sistema sanitario che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera il secondo del mondo. Dovremmo concludere che abbiamo una sanità efficace ed efficiente. Il guaio è che forse non possiamo più permettercela.
Fordellone - La situazione attuale non è ancora giunta ad una soluzione, ma l'impegno regionale è stato ed è incisivo. Certo dal di fuori i frutti non sono apprezzabili e quotidianamente ci scontriamo da una parte con l'aumento di patologie croniche, dall'altra con successi diagnostici e terapeutici che però gravano in termini di costi sui bilanci sanitari.

Come ci si è arrivati in questa situazione?
Fordellone - Per molto tempo il controllo di gestione delle aziende pubbliche non è stato sotto controllo e non spetta a me attribuire le cause, ammesso ci siano. Oggi malgrado i manager quotidianamente tentano di contenere i costi si trovano di contro a dosare in modo eccessivo le risorse per i reparti operativi.
Monchiero - Nuove tecnologie e nuovi farmaci fanno aumentare, in tutto il mondo, il costo dei servizi sanitari. Ma l’Italia si è impoverita. Negli ultimi dieci anni nessun paese, fra i 30 più industrializzati, è cresciuto meno dell’Italia. Pur mantenendo sostanzialmente inalterata la quota di Pil destinata al Fondo Sanitario Nazionale, il volume delle risorse reali assegnate alla sanità è cresciuto meno del necessario.

Come si rientra da un disavanzo così elevato?
Monchiero - Innanzitutto migliorando l’efficienza delle aziende sanitarie che erogano i servizi. Su questo terreno, Regioni e Aziende sanitarie, sono molto impegnate e, sino ad oggi, si è riusciti quasi ovunque a raggiungere gli obiettivi finanziari imposti del Governo. Spazi di miglioramento ancora sussistono, ma non illimitati. Se l’economia del paese non torna a produrre ricchezza, le quote a carico dei cittadini non potranno che aumentare.
Fordellone - Sicuramente il piano messo in atto, per esempio nel Lazio, dalla Presidente Polverini ha un'utilità indiscussa i cui effetti si manifesteranno solo tra qualche mese. Ma quello che spesso si sente dire ora dall'utente è che la sanità non esiste più o che è in uno stato di massimo degrado.
Io personalmente sono favorevole per la sanità del futuro alla compartecipazione di soggetti privati in progetti che riguardino aziende pubbliche. Ovviamente di soggetti privati meritevoli e che siano concordi nel perseguire l'eccellenza. Il tutto in armonia con quanto previsto dal piano Polverini con cui sono pienamente d'accordo. Vale a dire valorizzare il concetto di prevenzione, trasformazione degli ospedali periferici in PTP (presidi territoriali di prossimità), collaborazione con i medici di medici generale per evitare sovraffollamento dei pronto soccorso, solo per citare qualche aspetto.

Ci sono qualche regioni in controtendenza? Qualcuna virtuosa?
Fordellone - Alcune regioni del Nord, è vero, sono in controtendenza, ma i motivi sono vari, dall'incidenza demografica, al reddito procapite che induce a propendere per un assicurazione sanitaria privata. In questo caso l'assicurato svolge il suo esame in regime privato, le strutture pubbliche sono meno affollate e di conseguenza gli operatori sicuramente svolgono turni regolari e non doppi o addirittura tripli.
Monchiero - Ci sono Regioni realmente più efficienti, altre, quelle a statuto speciale, che semplicemente hanno goduto di finanziamenti maggiori. Ma nell’immediato futuro tutte saranno in difficoltà.

Risorse scarse significa anche minore qualità nelle cure?
Monchiero - Per ora, no. Pur nelle note differenze di una sanità spesso definita “a macchia di leopardo”, le cure essenziali sono garantite ad un ottimo livello di efficacia.
Fordellone - Questa leggenda va sicuramente eliminata, la trovo irrispettosa per la categoria medica. Ogni medico è un professionista, ma è pur sempre un essere umano. Tengo in modo particolare e determinato a puntualizzare che la categoria medica è seria, professionale, aggiornata e preparata, troppo spesso però è vittima di prese di posizione inconcepibili e infondate. Plauso al neo eletto Presidente dell'ordine dei medici di Roma Roberto Lala che si sta prodigando, come promesso durante la campagna elettorale che lo ha poi visto vincitore, per riconoscere a tutti i colleghi la loro immagine. È ora di finirla col mettere sotto accusa quotidianamente la classe medica. Qualora esistano responsabilità sarà compito degli organi competenti procedere per appurare la verità.
Posso aggiungere che a volte ci ritroviamo ad esercitare con mezzi scarsi e inadeguati e solo la nostra passione di medici ci da la spinta per cercare di fare sempre meglio.

Intanto diversi studi evidenziano che le famiglie italiane sono soggette ad un impoverimento anche a causa delle spese sanitarie sostenute. Cosa pensa in proposito?
Fordellone - È vero. Spesso quando ci si rivolge a strutture pubbliche per esami o visite gli appuntamenti vanno molto alle lunghe per cui si è costretti, specie se il medico di famiglia ci ha allarmato, a rivolgersi a centri privati sostenendo costi elevati soprattutto se rapportati al momento di crisi economica che stiamo vivendo.
Monchiero - Il potere d’acquisto di salari e pensioni si è fortemente ridotto. Il disagio nel quale i meno abbienti si trovano nel pagare un “ticket” o nell’assistere un parente anziano è l’effetto di questa situazione, non la causa.

Degrado e malaffare. Oggi quando si parla di sanità si pensa agli scandali e all’incuria degli ospedali, della qualità medica ormai poco importa. È colpa anche di una informazione troppo “scandalistica”?
Monchiero - Incuria e ruberie esistono e vanno perseguite, ma l’informazione rende un pessimo servizio alla verità. Chi lavora nei servizi sanitari si sente talvolta assediato da un’opinione pubblica pregiudizialmente ostile. Ma anche questa rappresentazione è falsata. Tutte le indagini di opinione dicono che gli italiani sono soddisfatti del loro servizio sanitario nazionale, specie coloro che ne hanno usufruito per malattie serie. E’ una situazione paradossale: al bar tutti critichiamo la sanità, ma dopo un ricovero tutti ne parliamo bene, molti benissimo.
Fordellone - Si è generalizzato troppo, cosi come è vero che in alcuni distretti si è fatto poco e male. Io credo che la possibilità di ridare immagine e contenuto a questa nostra sanità ci sia e che ci si debba adoperare al massimo per perseguire i migliori risultati possibili.
Come riportare la sanità ad essere al primo posto nell’opera di miglioramento dei servizi? Da dove ripartire?
Fordellone - Non c'è da ripartire, la progettualità c'è, cosi come l'impegno da parte delle istituzioni. A mio avviso con il contributo di aziende private si potrebbe dare uno slancio e una visione nuova, diversa innovativa alle aziende pubbliche. Io stesso ho presentato un progetto sperimentale pubblico-privato a costo zero per la Regione e senza alcun bisogno di convenzionamento. Si tratta di una progettualità che andrebbe incontro alle esigenze del territorio dando priorità a tutte le categorie aventi diritto sia esse per reddito o per patologia, eludendo le liste d'attesa e sostenendo costi molto contenuti.
Durante la mia ultima conferenza ''Salute un bene prezioso'' ho affermato che si va sempre più verso una sanità basata esclusivamente sulla massima professionalità abbinata ad una competitività economica. Ai colleghi medici dico che oltre alla nostra professionalità alla nostra competenza, alla nostra pazienza, sia pure alle 22 di sera 'doniamo anche un sorriso ai nostri pazienti. Di contro a voi pazienti voglio dire evitiamo di affollare la sale d'attesa dei medici di base o dei pronto soccorso, se non per una motivazione seria.
Monchiero - Cominciamo col dire che se tutti i servizi pubblici funzionassero come la sanità, l’Italia non sarebbe travagliata da una crisi economica così grave. Ristabilito il dato di contesto, sono assolutamente convinto che ogni ipotesi di miglioramento del rapporto costo-servizio passi attraverso la riscoperta del principio di responsabilizzazione che era implicito nella riforma del ’92, la cosiddetta “aziendalizzazione”. Riforma ancora incompiuta, perché le logiche di governo del sistema raramente sono state coerenti con le finalità dichiarate e lo strumento adottato per perseguirle.
L’efficienza va incoraggiata. L’azienda “virtuosa” deve essere premiata, non sottoposta a una indiscriminata riduzione di risorse. Amministratori e professionisti delle azienda sanitarie vanno motivati in positivo al raggiungimento degli obiettivi, anche economici. Definire fannulloni gli amministrativi e macellai i medici non giova a niente e a nessuno.



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