GLI INCIDENTI STRADALI SONO TRA LE PRIMISSIME CAUSE DI MORTALITÀ O INVALIDITÀ

Quanto lavoro per il soccorso 118

Intervista con Andrea Fabbri, Segretario Nazionale SIMEU

Gli incidenti stradali sono tra le primissime cause di mortalità o di invalidità. Nel paziente traumatizzato è necessario agire rapidamente ed efficacemente in condizioni logistiche spesso difficili. È quindi fondamentale un corretto e tempestivo approccio al paziente traumatizzato già nelle prime fasi di intervento sanitario - fase preospedaliera - per favorire la scomparsa dei tempi morti e le giuste scelte terapeutiche derivanti sempre da una diagnostica estremamente corretta. Nella "Golden Hour" ogni minuto è prezioso. Risponde alle nostre domande Andrea Fabbri, Segretario Nazionale della Società Italiana di Medicina d'Emergenza-Urgenza.


Qual è il peso dell’incidentalità stradale nell’ambito delle emergenze e delle urgenze?
I traumi da incidente stradale rappresentano una parte importante di attività per la organizzazione del Soccorso 118. Nelle nostre organizzazioni i feriti vengono soccorsi con mezzi attrezzati e trasportati nei Pronto Soccorso degli ospedali. Questo tipo di attività rappresenta una parte importante sia del percorso professionale che dell’attività di tutte le figure professionali impegnate nell’emergenza.

Quali sono i numeri più significativi che meglio descrivono il fenomeno?
Nonostante una consistente riduzione dei decessi per incidente stradale, in linea con gli obiettivi della Comunità Europea (- 42% della mortalità dal 2002 al 2010), i dati ISTAT 2010 indicano che il fenomeno resta preoccupante con un costo a livello nazionale di circa 300.000 feriti e 4000 decessi ogni anno. I soccorsi per gli eventi più gravi vengono eseguiti per incidenti su strade al di fuori dei centri abitati (escludendo le autostrade), dove si registra una mortalità complessiva del 5%. Anche sulle autostrade gli interventi registrano un’elevata mortalità 3% circa. Il medico d’Urgenza riveste un ruolo determinante sia per quanto riguarda il ruolo sul territorio, circa il 20% della sua attività, sia per quanto riguarda il ruolo a livello di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza, circa 10% dell’attività complessiva.

Come sono cambiate le tecniche di soccorso e di primo intervento nel corso del tempo?
L’organizzazione dei soccorsi è in continua evoluzione nel tentativo di articolare e rafforzare una rete che tende ad una progressiva integrazione e continuità del sistema territorio-ospedale. La Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza (SIMEU) a questo proposito propone soluzioni organizzative che prevedono l’impiego di una figura di professionisti del soccorso con unico percorso di formazione e professionale, secondo standard riconosciuti a livello internazionale, con l’obiettivo di soluzioni organizzative sempre più tempestive ed efficaci.

In merito al successo del soccorso, quale ruolo gioca il fattore tempo?
Il fattore tempo rappresenta una delle variabili più importanti per la riuscita di un soccorso: più tempestivamente si interviene e prima si fa la diagnosi, prima si riesce a trattare correttamente il paziente. È questa la ricetta di un buon intervento.

A breve sarà obbligatorio il sistema eCall capace di attivare immediatamente un soccorso in caso di grave incidente e geolocalizzare precisamente il luogo dell’evento. Che ne pensa?
Il presupposto sembra ottimo anche per la ricaduta di informazioni che potrebbe restituire oltre che per il soccorso in emergenza anche su aspetti che riguardano la circolazione stradale, l’organizzazione della rete stradale e quindi eventuali riorganizzazioni della rete dei soccorsi.

Un’ultima domanda. Quale può essere il contributo del medico nella diffusione sui principali fattori di rischio e sugli effetti degli incidenti stradali?
Questa azione andrebbe promossa, in quanto il Medico d’Urgenza è la figura più idonea per fare prevenzione, nei casi con traumi non particolarmente gravi, sulle cause degli incidenti e sui loro fattori di rischio. A tal proposito un’attività di prevenzione in quei momenti risulterebbe strategica ed efficace perché i soggetti coinvolti risulterebbero, da studi eseguiti qualche anno fa, particolarmente sensibili al tema incidenti, in quanto danneggiati dall’evento.



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