Università: tra le migliori ci sono loro

Accompagnate dalle solite numerose polemiche, sono state aggiornate le classifiche 2012-2013 delle migliori università italiane secondo i criteri individuati da Censis e Repubblica. La graduatoria è stata stilata prendendo in considerazione diversi parametri indicatori di fondamentale importanza per gli atenei, comunque valutati con peso diverso: la regolarità nei tempi di laurea, la funzionalità dei servizi, la didattica, l’attività di ricerca, i rapporti con le università straniere, le borse di studio, il web e le strutture universitarie (aule, biblioteche, laboratori, ecc). Al contrario di altre classifiche simili, non è stato preso in considerazione il voto del diploma delle scuole superiori degli universitari, in quanto si tratta di un parametro che non è direttamente relazionato all’università come tale. Nelle varie classifiche le università sono state suddivise in: Mega Atenei, con oltre 40mila iscritti; Grandi Atenei, con una popolazione studentesca fra i 20mila e i 40mila; Medi Atenei, con un numero di iscritti fra 10mila e 20mila; Piccoli Atenei, sotto i 10mila studenti; Politecnici.
Abbiamo incontrato tre Rettori – Padova, Parma, Camerino – che hanno ottenuto nelle varie classifiche un posizionamento di prestigio.


1. La classifica Censis/La Repubblica ha premiato la sua Università. Un prestigioso riconoscimento che nasce da..?
2. L’offerta formativa, il contesto territoriale, i rapporti con il mondo del lavoro. Al di la delle classifiche, in cosa si caratterizza l’Ateneo?
3. Gli Atenei tradizionalmente hanno il dovere di formare le nuove generazioni, fare ricerca, valorizzare le conoscenze e farne una risorsa per la collettività. Quanto avviene di tutto questo presso la sua Università?
4. La valutazione per accedere ai fondi di finanziamento. Insomma, la meritocrazia da premiare. Qual è la sua posizione?
5. In ambito nazionale primeggiate, siete al top, Poi però in ambito internazionale l’intero sistema universitario italiano segna il passo. Perché?
6. Il posizionamento strategico di ogni Paese dipende dall’efficacia della ricerca e della formazione del capitale umano. Molti sistemi universitari nel mondo si stanno aggiornando. A suo parere come deve cambiare l’Università italiana?

Tra i mega Atenei vince Padova

Intervista con Giuseppe Zaccaria - Rettore Università degli Studi di Padova

“L’Ateneo di Padova ha sempre operato avendo ben presente il suo ruolo, oltre che, ovviamente, nello sviluppo della conoscenza anche nel progresso culturale della società, facilitando l’accesso alla cultura superiore di un numero sempre maggiore di giovani, anche grazie ad opportuni provvedimenti di sostegno dei meritevoli appartenenti alle classi sociali meno fortunate”.

1. È vero che nel panorama degli Atenei italiani di grandi dimensioni, il nostro è da tempo nelle primissime posizioni ma questo è il frutto non di provvedimenti estemporanei o di una fortunata coincidenza di eventi ma di una attenta politica di investimento nella ricerca e di continuo miglioramento della didattica e dei servizi che perseguiamo da anni e che sta dando i suoi frutti.

2. Il nostro è un Ateneo “generalista”, cioè copre praticamente tutte le aree culturali con un’offerta di corsi di laurea molto ricca ma che, dopo la prima esperienza di applicazione del 3+2, è stata attentamente rivista alla luce dei risultati ottenuti, tenuto conto dell’apprezzamento degli studenti e dell’utilizzazione del titolo nel mondo del lavoro. Riteniamo quindi che si sia ora raggiunto un giusto equilibrio tra il doveroso e necessario mantenimento di importanti percorsi culturali, anche se meno direttamente collegati ad un preciso lavoro, e l’esigenza di presentare al mondo produttivo dei laureati che siano in grado di partecipare attivamente ai processi economico-produttivi sempre in evoluzione.

3. L’Ateneo di Padova ha sempre operato avendo ben presente il suo ruolo, oltre che, ovviamente, nello sviluppo della conoscenza anche nel progresso culturale della società, facilitando l’accesso alla cultura superiore di un numero sempre maggiore di giovani, anche grazie ad opportuni provvedimenti di sostegno dei meritevoli appartenenti alle classi sociali meno fortunate. La ricerca è da sempre, con la didattica, ai primi posti dell’impegno organizzativo e amministrativo dell’Ateneo, che finanzia sul proprio bilancio progetti di ricerca di eccellenza e grants, con particolare attenzione ai giovani ricercatori promettenti che rappresentano il futuro della conoscenza e la produzione scientifica, come testimoniano le indagini nazionali, ciò dimostra che questa impostazione ha dato, e darà, buoni risultati.

4. Proprio per quanto appena detto e per l’attenzione che poniamo all’aspetto qualitativo dei risultati del nostro operare, non posso che essere favorevole ad un meccanismo di finanziamento che premi gli Atenei che, pur in tempi molto difficili, sono riusciti comunque a garantire conti in ordine e didattica e ricerca di alto livello. Certo è necessario che i parametri valutativi siano scelti e utilizzati nel modo più opportuno: e quindi aspettiamo di vedere il risultato dell’operato dell’Agenzia Nazionale di Valutazione (ANVUR) per esprimere un parere.

5. I rankings internazionali vengono normalmente ripresi dai media con troppa enfasi e in modo acritico e si corre quindi il rischio di dare all’opinione pubblica un’impressione non corretta della situazione. I motivi che portano ad una certa collocazione nella graduatoria sono vari e diversi da una classifica all’altra, ma in molti casi sono troppo soggettivi, legati alla realtà storica e socio-economica della nazione di appartenenza ed alla tipologia culturale e amministrativa dell’Ateneo. Senza contare che si fa un gran parlare di avanzamenti e retrocessioni di alcune decine di punti nel gruppo delle prime 200 o 300 università senza però tener conto che il numero totale di riferimento è di alcune migliaia. Credo che ciò che conta di più sia la qualità dei laureati che operano all’estero che sono da sempre apprezzati per la loro preparazione e per l’elasticità di pensiero e ragionamento che il nostro tipo di studio permette loro di raggiungere.

6. In Italia le riforme ormai si susseguono a distanza di pochi anni l’una dall’altra e quasi sempre ne viene varata una nuova prima che la precedente abbia avuto attuazione completa. Questo sovrapporsi di cambiamenti è uno dei grossi problemi delle Università perché non permette una seria sperimentazione ed analisi degli effetti dei provvedimenti. Il nostro sforzo di aggiornamento è continuo ed intenso e, per il momento pare che i frutti si vedano, mi auguro che in futuro saremo messi in grado almeno di continuare in questo sforzo. Certo alcuni aspetti dell’Università italiana probabilmente vanno ripensati in termini di funzionalità delle conoscenze rispetto ad un mondo del lavoro che deve essere in continua evoluzione per far fronte ad un’economia con sempre meno certezze una senza dimenticare che gli Atenei sono anche depositari di preziosi tesori di cultura che sono un patrimonio dell’umanità e non possono essere dimenticati in nome dell’efficientismo.
Vorrei però sottolineare che, per un buon funzionamento degli Atenei, alcuni punti sono talmente irrinunciabili da sembrare ovvi: innanzitutto la certezza dei finanziamenti ed una certa elasticità nell’uso dei propri fondi da parte di organi decisionali governati da norme chiare e funzionali, poi la realizzazione di una vera autonomia di programmazione ed una semplificazione delle centinaia di norme che ci affliggono con i loro vincoli, spesso inutili quando non dannosi, e , non da ultimo, un sistema di aiuti agli studenti meritevoli ma privi di mezzi.
Non dimentichiamo infine che ogni cambiamento delle università, per essere utile, non può prescindere dalla loro storia e che è molto difficile che il semplice trasferimento di modelli nati e sviluppatasi in contesti nazionali molto diversi dal nostro dia, alla lunga, buoni frutti.


Grandi università, Parma sul podio

Intervista con Gino Ferretti - Rettore Università Studi Parma

“Lo sforzo intrapreso in questi anni per riformare la nostra offerta formativa secondo quanto disposto dalla normativa, ma anche la riorganizzazione delle strutture dipartimentali e amministrative in un’ottica sempre più consolidata di efficienza, economicità e trasparenza per migliorare il servizio reso all’utenza, ci hanno portato ad ottenere importanti risultati in ambito nazionale e internazionale”.

1. Il riconoscimento che è stato assegnato nei mesi scorsi all’Università di Parma nasce in primo luogo dall’elevata qualità delle attività didattiche e di ricerca espresse dall’Ateneo. Lo sforzo intrapreso in questi anni per riformare la nostra offerta formativa secondo quanto disposto dalla normativa, ma anche la riorganizzazione delle strutture dipartimentali e amministrative in un’ottica sempre più consolidata di efficienza, economicità e trasparenza per migliorare il servizio reso all’utenza, ci hanno portato ad ottenere importanti risultati in ambito nazionale e internazionale. In particolare, il terzo posto tra i grandi atenei italiani che è stato assegnato la scorsa estate all’Università di Parma dall’indagine CENSIS/La Repubblica è dovuto ad alcuni indicatori, tra cui l’eccellenza del portale web di Ateneo www.unipr.it (che ha ottenuto una valutazione di 101/110), completamente rinnovato nel 2010 e che vanta numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero, e le strutture che l’Ateneo mette a disposizione dei propri studenti (votazione 93/110). Negli ultimi anni infatti l’Università di Parma ha effettuato una vasta azione di riorganizzazione dei propri spazi e ha investito elevate risorse economiche nella ristrutturazione di edifici storici o nella realizzazione ex novo di strutture destinate ad ampliare l’offerta di aule e spazi per i propri studenti, nonché per uffici amministrativi e laboratori per la ricerca.

2. L'Università di Parma è oggi parte fondamentale della città di Parma, una città vivace, ricca di vita culturale e a dimensione d’uomo, particolarmente accogliente per le diverse esigenze degli studenti. L’Ateneo conta oggi circa 30.000 studenti, di cui oltre il 46% proveniente da fuori regione, e circa 2000 tra docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo. Presenta un’offerta formativa completa, formata da 36 corsi di laurea, 37 corsi di laurea magistrale (di cui due erogati interamente in lingua inglese) e 6 corsi di laurea magistrale a ciclo unico. E’ una delle poche Università in Italia che può vantare un Campus Universitario: una cittadella di 77 ettari che rappresenta il polo scientifico dell’Ateneo e al cui interno si trovano numerosi Dipartimenti ma anche strutture sportive di primo livello e servizi a disposizione di tutti gli studenti. I numerosi servizi per gli studenti (orientamento in entrata e in uscita, laboratori di informatica, biblioteche, corsi di lingua straniera, possibilità di studio all’estero e numerosi servizi on line), l’attenzione alla didattica di qualità, all’innovazione, alla ricerca e alle esigenze del mercato del lavoro fanno dell’Ateneo uno dei poli universitari più conosciuti in Europa. L’Università è da tempo impegnata in un intenso processo di internazionalizzazione, attraverso diversi progetti di respiro europeo e mondiale. All’interno delle strutture dell’Università di Parma si svolgono attività di ricerca scientifica di eccellenza mondiale. Gli obiettivi raggiunti da gruppi di ricerca, le numerose pubblicazioni sulle principali riviste scientifiche internazionali e l’elevato numero di collaborazioni di alto livello con Università straniere testimoniano tale livello di eccellenza. Gli ambiti di ricerca dell’Ateneo sono diversi, dall’agroalimentare alle biotecnologie, dalle neuroscienze all'ingegneria dell'informazione, dall’innovazione farmaceutica alla medicina sperimentale, senza dimenticare l’importanza degli studi di ambito giuridico, economico e umanistico. L’Università di Parma è inoltre sede di un Tecnopolo per l’attività di ricerca industriale, composto da sei Centri di ricerca all’avanguardia nei loro settori di attività.

3. Il dovere di formare le nuove generazioni e di esprimere ricerca di qualità rientra nella mission istituzionale dell’Università di Parma che, come ribadito anche dai principi fondamentali dal nuovo Statuto recentemente approvato, è proprio quella di offrire una sempre più elevata qualità dei livelli di didattica e ricerca, ispirandosi ai «principi di efficacia, efficienza, trasparenza, imparzialità e promozione del merito». E’ l’obiettivo che quotidianamente ispira l’attività dei duemila dipendenti docenti e tecnico amministrativi, che lavorano in Ateneo per offrire agli studenti e al territorio servizi di sempre migliore qualità.

4. Confidiamo che il processo di valutazione nazionale degli Atenei italiani che si sta portando a compimento con la messa a regime dell’ANVUR (Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) possa creare all’interno del sistema universitario italiano una sana competizione, dando la possibilità di vedere riconosciute le eccellenze esistenti nelle diverse Università. L’Università di Parma in particolare, in questi ultimi anni, ha visto aumentare la quota di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) che le è stata assegnata dal MIUR, anche grazie al profondo processo di autovalutazione e controllo della qualità che si sta realizzando all’interno dell’Ateneo.

5. Senza dubbio il sistema universitario italiano nel suo complesso stenta a tenere il passo con le crescenti richieste che provengono dal mutato scenario mondiale, faticando ad adeguarsi a realtà in grande cambiamento. Alcuni segni positivi di novità vengono dalla forte spinta all’internazionalizzazione che proviene da alcuni atenei, e che sta per esempio portando all’attivazione di numerosi corsi di studio impartiti direttamente in lingua inglese (anche nel nostro Ateneo quest’anno ne abbiamo attivati due). Inoltre, risale a qualche mese fa la nascita di Universitaly, il portale del sistema universitario italiano voluto dal MIUR e rivolto espressamente a un pubblico internazionale. Nonostante le difficoltà generali, però, l’Università di Parma sta riscuotendo lusinghieri successi anche in ambito internazionale: la classifica annuale Academic Ranking of World Universities (Arwu) elaborata dalla Jiao Tong University di Shanghai posiziona infatti da dieci anni il nostro Ateneo tra le prime 500 migliori Università nel mondo, insieme a sole altre 19 università italiane. Inoltre già dal 2009 siamo stati insigniti dall’Unione Europea del Marchio ECTS - European Credits Transfer System, che ci qualifica come partner affidabile a livello internazionale e riconosce l’eccellenza della qualità dell’informazione per gli scambi universitari.

6. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un continuo e ingente taglio di investimenti verso il sistema di istruzione pubblico nazionale, con grave danno per tutti i suoi livelli, dalla scuola all’Università. Auspichiamo quindi un’inversione di tendenza che possa nuovamente portare a un aumento dei finanziamenti in ricerca e formazione, perché siamo convinti che solo formando capitale umano il nostro sistema universitario e complessivamente il nostro “sistema Paese” potrà avvicinarsi agli standard dei Paesi europei più avanzati. I dati OCSE più recenti danno purtroppo un ritratto del nostro Paese piuttosto sconfortante, con livelli di finanziamento del sistema universitario tra i più bassi in Europa e una percentuale di popolazione in possesso di elevati titoli di studio ancora molto lontana dagli obiettivi che l’Unione Europea si era posta, quando a Lisbona si fissarono i traguardi che entro il 2020 dovevano portarci a primeggiare come “società della conoscenza”. Occorre investire al fine di aumentare la percentuale di popolazione italiana in possesso di un titolo di studio universitario, migliorare l’internazionalizzazione delle nostre Università favorendo la mobilità di studenti e docenti sia in entrata che in uscita, lavorare per migliorare la relazione tra atenei e mondo del lavoro.


Piccoli atenei, ancora una volta Camerino!

Intervista con Flavio Corradini - Rettore Università degli Studi di Camerino

“Sono i numeri che testimoniano non solo le eccellenze dell’Ateneo per quanto riguarda l’attrattività dell’offerta formativa, che sta raccogliendo numerosi consensi anche oltre i nostri confini nazionali, ma anche nelle attività di ricerca scientifica con il costante aumento dei gruppi di ricerca dell’Ateneo che riescono a ottenere fondi esterni, sia pubblici che privati, per le loro attività di ricerca”.

1. La classifica stilata dal Censis per La Repubblica ci vede saldamente al primo posto da ben nove anni, segno che non si tratta di un risultato episodico ma di una conferma del forte impegno del nostro ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorare dove è possibile, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Punteggi alti sono stati infatti ottenuti per i servizi, le borse di studio, le strutture, l’internazionalizzazione ed il sito web www.unicam.it con i servizi telematici offerti agli studenti. Sono poi i numeri che testimoniano non solo le eccellenze dell’Ateneo per quanto riguarda l’attrattività dell’offerta formativa, che sta raccogliendo numerosi consensi anche oltre i nostri confini nazionali, ma anche nelle attività di ricerca scientifica con il costante aumento dei gruppi di ricerca dell’Ateneo che riescono a ottenere fondi esterni, sia pubblici che privati, per le loro attività di ricerca.

2. L’Università di Camerino offre a tutti coloro che scelgono uno dei numerosi percorsi universitari offerti dalle nostre sette Scuole (Architettura, Bioscienze e Biotecnologie, Giurisprudenza, Scienze Ambientali, Scienze del Farmaco, Scienze Veterinarie, Scienze e Tecnologie) un ambiente sano ed accogliente, che pone lo studente al centro di tutta l’organizzazione e una serie di opportunità per poter effettuare un periodo di studio e lavoro all’estero. Le relazioni internazionali sono estremamente sviluppate: corsi di laurea in inglese e tutte le lauree magistrali dell’ambito scientifico e tecnologico non solo in lingua inglese ma anche in consorzio con università europee in Germania, Islanda, Polonia, Portogallo e Svizzera, permettendo così di ottenere anche il double degree, ossia il titolo di studio riconosciuto in entrambi i Paesi. Eccellenti sono anche i rapporti con il tessuto produttivo regionale, che offre non solo possibilità illimitate di stage, ma anche corsi di dottorato con solide prospettive professionali, nonché ottime le opportunità residenziali, sia pubbliche che private, a prezzi accettabili, in città a misura di studente con infrastrutture informatiche e di comunicazione eccellenti (il wifi è praticamente ovunque). L’Ateneo poi mette a disposizione borse di studio e agevolazioni per ogni categoria di studente, cosicché chiunque abbia davvero voglia di studiare possa raggiungere la laurea nei tempi previsti, anche con percorsi di eccellenza grazie alla Scuola di Studi Superiori G.Leopardi-sez. di Camerino. Insomma, un’Università amica attraverso la quale realizzare i propri sogni!

3. Come ho già detto, l’Ateneo punta e punterà sempre alla qualità della didattica, di tutti i servizi offerti agli studenti, sull’eccellenza della ricerca e sull’innovazione grazie alla sinergia tra università e imprese del territorio. Unicam si è dimostrata da tempo disponibile a seguire questa strada, favorendo una serie di iniziative volte a far conoscere all’esterno le potenzialità dei gruppi di ricerca e cercando di reagire a stimoli con soluzioni nuove e creative.
Sono poi fermamente convinto che la formazione universitaria debba affiancare all'efficienza ed alla qualità dei processi didattici curriculari, strumenti per vincere la competitività del mondo del lavoro, in uno scenario dove saranno le conoscenze, le capacità, le abilità relazionali e linguistiche a fare la differenza. Tutte azioni queste alle quali Unicam crede fortemente e sulle quali sta investendo con grande impegno.
Vogliamo poi far emergere le potenzialità dei nostri studenti e aiutarli nel settore dell’auto-imprenditorialità insieme alle imprese e gli enti del territorio per la creazione, ad esempio, di spin off universitari. Questo genera occupazione giovanile e creativa, crea reti e relazioni sociali, contribuendo allo sviluppo di tutto il nostro territorio.

4. Concordo in toto con questa strategia adottata dal nostro ministero. Ed aggiungo che la valutazione come regola è uno dei cardini della mission del nostro Ateneo, bene evidenziata anche nel titolo che abbiamo voluto dare alla mia prima inaugurazione dell’anno accademico in qualità di Rettore.
Un Ateneo che ha deciso di puntare sulla crescita qualitativa, come il nostro, deve essere cosciente del fatto che ognuna delle proprie azioni va sistematicamente programmata, realizzata con attenzione, tenuta sotto controllo e infine valutata. Solo sostenendo questo ciclo virtuoso è possibile migliorare.

5. Non è certamente edificante constatare che ancora una volta nella classifica delle 200 migliori università del mondo, c’è un solo Ateneo italiano, e sono pochissimi e piazzati abbastanza male quelli presenti tra i 700 migliori al mondo Ma in graduatoria ci sono ben 10 delle 14 Università olandesi. Le Università olandesi hanno realizzato tra loro una rete, hanno fatto sistema e conducono una politica coordinata. Per fare un esempio, su Internet si trova una pagina in cui tutte le Università olandesi si fanno insieme pubblicità. E’ pensabile ipotizzare un nesso causale tra la capacità di conciliare virtuosamente competizione e collaborazione con gli straordinari risultati ottenuti. Pensare a qualcosa di simile per le oltre 80 Università italiane è immaginabile? Sono certo che questo percorso potrebbe fornire ispirazione per politiche virtuose a livello nazionale e regionale.

6. L’Europa chiede ai territori di caratterizzarsi su temi specifici (smart specialization) e di creare quelle masse critiche necessarie per essere competitivi a livello internazionale. Argomento difficile e delicato lo so, ma necessario per organizzarci tutti insieme ad affrontare con successo Horizon2020: prima iniziamo a ragionare nell’ottica della cultura della conoscenza e delle relazioni sociali, della cultura della flessibilità e del pensare innovativo e della cultura della collaborazione e meglio è! Non c’e’ speranza per chi crede di riuscirci da solo. In questo grande disegno europeo le Università hanno ovviamente un ruolo fondamentale.



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