ECCO L’OFFERTA FORMATIVA DELL’UNIVERSITÀ POLITECNICA DELLE MARCHE

La missione di investire sui giovani

Intervista con Marco Pacetti - Rettore Università Politecnica delle Marche

“Una recente indagine a livello nazionale ci ha segnalato ai vertici per qualità delle persone che scelgono di iscriversi da noi. Questo significa che il messaggio che da anni porgiamo alla pubblica opinione è stato recepito: La nostra Università non offre percorsi facili ma offre percorsi seri fatti in ambienti favorevoli allo sviluppo dello studente e che quindi favoriscono il suo percorso di apprendimento. Intendo ottime biblioteche, spazi a disposizione, ottimi laboratori, tutto questo è poi ripagato anche da una spendibilità sul mondo del lavoro veramente importante”. È giustamente orgoglioso il Rettore Marco Pacetti quando parla dei risultati raggiunti dall’Università Politecnica delle Marche. Lo abbiamo intervistato.


Questo mondo del lavoro non fa che parcheggiare. Quali sono le aspettative dei ragazzi che oggi decidono di fare l’Università?
Anche oggi è ancora conveniente iscriversi all’Università.
Il Paese ha un drammatico bisogno di più persone laureate con alti profili professionali perché il nostro Paese è drammaticamente lontano dalle medie dei Paesi più sviluppati in tema di dotazione di personale ad alto livello.
Siamo la metà della media dei Paesi OCSE; qualche volta siamo un terzo oppure un quarto dei Paesi OCSE più avanzati se il Paese non vuole continuare a regredire nella economia della conoscenza è indispensabile che molti ma molti più cittadini abbiano accesso alla istruzione universitaria. Bisogna che sia una missione di tutti, delle famiglie ancor più della pubblica opinione di convincere i giovani che vale ancora oggi e, forse ancor più di ieri, la pena di iscriversi all’università e acquisire una grande preparazione professionale e che i giovani siano incoraggiati ad investire su se stessi.

In che modo i tagli sulle risorse hanno colpito l’Università di Ancona?
Come ormai è una triste abitudine non è stata fatta una riduzione delle risorse della Pubblica Amministrazione valutando i risultati cioè premiando, come si dice spesso, quelle più meritevoli ma è stato fatto un taglio uguale per tutti.
L’Università Politecnica delle Marche sopporta meglio anche i pesantissimi tagli semplicemente perché può avvalersi dell’efficienza della spesa che da anni ha messo in atto. Pur non essendo premiata, in qualche modo si premia da se stessa perché questo permette di avere più margini e continuare, come stiamo facendo, ad investire nei giovani, nelle migliori attrezzature, nei laboratori.

Anche alla luce della recente riforma, qual è l’offerta formativa dell’Ateneo?
La riforma di cui si parla, quella derivante dalla Legge Gelmini, non ha toccato l’organizzazione dell’offerta formativa, ha toccato piuttosto altri aspetti di tipo organizzativo interno all’università.
La nostra offerta formativa è ormai stabilizzata da tempo, non presenta grandi novità perché la nostra università si è concentrata da anni su quei corsi di laurea che hanno più sbocco di tipo professionale, scartando le fantasie di certi professori o di certa pubblica opinione che insegue le mode.
Noi abbiamo definito di concentrarci su quelle attività di Ingegneria, di Economia, di Agraria, di Scienze e di Medicina che ha un mercato tutto particolare, che sono più richieste nel mondo del lavoro; i dati anche in questo periodo di grossa difficoltà del mondo del lavoro per tutto il Paese ci confortano perché è ancora altissima l’impiegabilità dei laureati di ingegneria, dei laureati in economia, dei laureati in agraria, per non parlare dei laureati di Medicina che, avendo un percorso del tutto particolare, raggiungono in alcuni casi il cento per cento in pochi mesi.

Talenti, attrattività, dispersione, rendimento, laurea nei tempi affollamento. Quali sono i numeri che meglio vi caratterizzano?
L’attrattività è alta perché una recente indagine a livello nazionale ci ha segnalato ai vertici nazionali per qualità delle persone che scelgono di iscriversi da noi e la percentuale di diplomati al liceo con il più alto punteggio è altissima e ci pone ai vertici nazionali. Questo significa che il messaggio che noi da anni porgiamo alla pubblica opinione cioè che la nostra Università non offre percorsi facili ma offre percorsi seri fatti in ambienti che sono favorevoli allo sviluppo dello studente, quindi che favoriscono il suo percorso di apprendimento; intendo ottime biblioteche, apertura spazi a disposizione, ottimi laboratori, tutto questo è poi ripagato, come dicevo sopra, anche da una spendibilità sul mondo del lavoro veramente importante.
Il messaggio che noi diamo ai nostri studenti è: noi offriamo una istruzione di alto livello chiediamo però un impegno adeguato dagli studenti. Se non sono convinti, non hanno le forze, non hanno la voglia di un impegno adeguato forse è meglio che scelgano altri corsi.

Come l’Università Politecnica delle Marche crea opportunità occupazionali ai suoi laureati?
In primo luogo creiamo grandi opportunità occupazionali concentrando la nostra offerta formativa in quei profili che il mondo delle imprese e, in generale il mondo del lavoro ci richiede concentrandoci su quei profili che hanno un contenuto solido, robusto, facilmente individuabile.
Accompagniamo questo da percorsi che favoriscono l’inserimento all’interno delle imprese attraverso i tirocini, attraverso borse speciali che accompagnano gli studenti in esperienze di alcuni mesi all’interno delle imprese in Italia ma soprattutto all’estero in modo da favorire un incontro diretto tra le imprese e gli studenti in modo che i due mondi quello dell’Università e quello delle imprese si incontri il più presto possibile.
La risposta da parte delle imprese è importante e molto positiva tanto che con numero imprese, alcune multinazionali, abbiamo già individuato dei percorsi che portano all’impresa i potenziali migliori, da assumere già dal penultimo anno, prima che siano in prossimità della laurea; questo proprio per ridurre a zero i tempi morti dalla laurea all’inserimento nel mondo del lavoro.

Infine Rettore. A suo parere in cosa il sistema universitario italiano deve fare di più e di meglio per rispondere alla richiesta di formazione e lavoro da parte dei ragazzi?
Il sistema universitario italiano deve avere margini di flessibilità maggiore e una maggiore autonomia, ovviamente accompagnata da una maggiore responsabilità. Purtroppo, la recente legge Gelmini ha fatto il percorso opposto, ha riaccentrato le responsabilità al Ministero il che rende più difficile quella flessibilità che può rendere possibile rispondere rapidamente alle esigenze mutevoli del mercato del lavoro.



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La nostra identità

L’Università Politecnica delle Marche ha vocazione prevalentemente tecnico scientifica. Riconosce come propri compiti primari la ricerca scientifica e l’istruzione superiore inscindibili l’una dall’altra affinché l’insegnamento sia in grado di promuovere la conoscenza scientifica e lo sviluppo del capitale umano.
Promuove ogni azione atta a perseguire la qualità e l’efficienza della ricerca e della didattica, anche favorendo per entrambe la cooperazione in ambito nazionale ed internazionale e secondo criteri di valutazione e valorizzazione del merito.
Sul piano internazionale persegue tutte le forme di collaborazione atte a favorire la conoscenza, l’integrazione e l’arricchimento reciproco fra le culture, la circolazione del sapere e lo scambio di tutte le componenti della comunità universitaria.
La mission dell’Ateneo viene definita : “Talenti Tecnologie Territorio” in relazione alla quale l’Ateneo sostiene l’istruzione, la ricerca e il trasferimento tecnologico per contribuire alla realizzazione della conoscenza; si sviluppa attraverso tre ambiti di azione: la didattica e la ricerca alle quali è strettamente connessa l’attività assistenziale, oltre che l’ambito organizzativo-gestionale relativo all’organizzazione interna e alla gestione delle risorse umane.
La vision viene dichiarata nella frase “Talenti per la competitività”: il modello della tripla elica che mette in forte relazione università, imprese e istituzioni locali.
Nelle sue Facoltà – Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Economia, Agraria e Scienze – gli studenti hanno libero accesso ai servizi e grandi spazi per lo studio; i laboratori linguistici consentono di conseguire le certificazioni internazionali. Infine il portale www.univpm.it è utilizzabile per le migliori pratiche di e-government, compresa la registrazione on line dei voti riportati agli esami.
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E infine, la ricerca: nei 12 Dipartimenti, l'aumento degli investimenti per la ricerca libera e la collaborazione di docenti stranieri permette un proficuo scambio di saperi.