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Pagelle ai Comuni italiani

I mass-media, ogni giorno, ci propongono classifiche e graduatorie di ogni tipo. Dove si vive meglio e peggio, quali sono i Comuni più eco-sostenibili e quali i meno, quali sono i Sindaci più amati e quelli meno apprezzati. Tutte indicazioni che se valutate in maniera corretta disegnano il volto dell’Italia. Quella migliore e quella che invece arranca. Nelle pagelle ai Comuni italiani spiccano per diversi motivi Napoli, La Spezia, Verbania e Venezia. Abbiamo intervistato i rispettivi Sindaci per capirne cosa fa dalla loro amministrazione, una buona amministrazione!


Il nuovo volto di Napoli
Intervista con Luigi de Magistris - Sindaco di Napoli

Classifiche mensili, trimestrali, semestrali, annuali. Il risultato non cambia. Luigi de Magistris continua ad essere sul podio tra i Sindaci più apprezzati. Non c’è che dire se si pensa che amministra un Comune “difficile” come Napoli. Le cose per cui va maggiormente fiero? “Napoli da oltre un anno senza emergenza rifiuti, la pedonalizzazione del Lungomare e la nuova immagine internazionale della città”. Lo abbiamo intervistato.


Tra le città metropolitane continua ad essere il Sindaco più apprezzato. Il numero uno nella classifica. Una bella soddisfazione se si pensa che parliamo di Napoli, un Comune non proprio facile da amministrare…
Una grande soddisfazione che ripaga del grande impegno, anche in termini di ore di lavoro investite, che caratterizza questa amministrazione. Stiamo cercando di realizzare quanto promesso in campagna elettorale, trovandoci ogni giorno di fronte, inoltre, quelle sfide e quelle emergenze improvvise che, in una città come Napoli, possono verificarsi e, infatti, si verificano quotidianamente. Una grande soddisfazione tenendo conto che da quasi un anno e mezzo stiamo amministrando in una condizione economica drammatica, avendo ereditato, dalle passate amministrazioni, un debito di un miliardo e mezzo e circa 800 milioni di disavanzo, con il governo che ha tagliato e sta tagliando i trasferimenti agli enti locali, costringendo i comuni nell'impossibilità di garantire perfino i servizi essenziali, quelli stabiliti dalla Costituzione. Una costrizione, comunque, alla quale ci siamo ribellati, scegliendo di non rinunciare al nostro dovere di amministratori responsabili: garantire i diritti e i servizi, costituzionalmente indicati, ai nostri cittadini, anche a fronte di scelte politiche di rottura rispetto al rigorismo fanatico di una certa burocrazia che pensa di poter spingere i sindaci a disattendere la Carta e la democrazia. E poi sento di avere dalla mia parte la città, la quale comprende lo sforzo titanico che stiamo compiendo, che purtroppo ha dovuto anche capire la solitudine politica in cui Napoli è stata lasciata, intendo rispetto al disinteresse dimostrato, almeno fino ad oggi, dal governo.

Tanta soddisfazione dei cittadini nei confronti della sua amministrazione è dovuta essenzialmente a quali iniziative prese?
Tre impegni, credo, siano stati apprezzati: la rivoluzione della mobilità con l'istituzione delle zone a traffico limitato e in particolare con la pedonalizzazione del lungomare, attraverso le quali abbiamo liberato dalle auto aree bellissime della città per restituirle ai cittadini e ai bambini in particolare. La discontinuità in materia di rifiuti, la sfida delle sfide per chi amministra questa città: Napoli da oltre un anno, infatti, non vive più emergenza e, inoltre, senza aver visto l'apertura di nuove discariche o la realizzazione degli inceneritori (che ci vedono da sempre contrari), ma puntando sulla estensione della differenziata porta a porta e sul riuso, nonostante il venir meno degli impegni di copertura finanziaria da parte del governo. La nuova immagine internazionale della città che ha ospitato e ospiterà appuntamenti di profilo mondiale (dalla Coppa America al Giro d'Italia passando per il Wuf), i quali hanno reso Napoli una delle città maggiormente appetibili dal punto di vista della presenza turistica, nonostante la crisi in atto. Penso, poi, alla svolta in materia di diritti civili: istituzione del registro delle unioni civili e della cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati, mentre si sta lavorando al registro per le volontà di fine vita.

Nel successo di ogni amministrazione, quanto è importante il coinvolgimento della cittadinanza? Ed in tal senso, come operate?
Fondamentale. Senza i cittadini e la loro partecipazione non avremmo potuto raggiungere, per esempio, il superamento dell'emergenza rifiuti, perchè per il successo del porta a porta è fondamentale l'impegno dei cittadini. Così come per la riuscita degli eventi internazionali, la loro adesione è determinante. In verità la partecipazione e la collaborazione sono fondamentali per il successo di ogni misura o iniziativa amministrativa che si vuole intraprendere, ma soprattutto sono essenziali per definire le stesse misure e iniziative, dovendo perseguire il bene e l'interesse comuni. Per tale ragione abbiamo istituito le consulte del popolo dove amministrazione e rappresentanza dei cittadini si confrontano sulle politiche da attuare. Inoltre sono stati approvati dal Consiglio comunale, su proposta della nostra giunta, il riconoscimento del diritto di voto ai sedicenni ai referendum consultivi e la rappresentanza dei cittadini extracomunitari nel Consiglio comunale stesso. Si tratta della traduzione pratica, anche formalizzata, di una nostra idea politica: l'importanza della democrazia partecipativa.

Ci sono ambiti, settori in cui non avete ancora raggiunto l’obiettivo che vi eravate prefissati?
Sono diversi i settori nei quali ancora non abbiamo raggiunto l'obiettivo prefissato, anche perchè amministriamo da un anno e mezzo una città difficile e complessa, che sta ancora pagando le politiche scellerate delle precedenti amministrazioni. Inoltre la trasformazione di una città, anche in relazione alle sue dinamiche sociali, è un processo profondo che richiede tempo. In materia di rifiuti, come spiegavo prima, molto è stato fatto, ma resta l'obiettivo di superare in modo definitivo e strutturale la stagione dell'emergenza. Si deve dunque portare il porta a porta in tutto il territorio cittadino e costruire un impianto di compostaggio. Altro obiettivo è quello di accrescere, progressivamente, le aree di ztl e pedonalizzazione, scoraggiando l'uso dell'auto privata a favore del pubblico. Per centrare questo obiettivo, ovviamente, serve un impegno e una collaborazione anche da parte della Regione, perchè il tema della mobilità riguarda tutte le istituzioni locali. Ci piacerebbe, poi, affidare il patrimonio immobiliare in disuso alle associazioni e ai comitati perchè sia da loro gestito per attività di interesse collettivo. Si tratta di tre obiettivi, ma tantissimi ancora ne potrei indicare. Alcuni, per altro, riguardano non esclusivamente o direttamente il Comune, poiché la competenza spetta ad altre istituzioni, eppure sono di interesse comunale perchè insistono sulla vita dei nostri cittadini. Penso al tema drammatico della disoccupazione e del lavoro nero, i quali non sono di competenza diretta dell'amministrazione comunale, ma sono la maggiore emergenza che questa città pure vive, rappresentando la vera sfida posta a Governo e Regione con cui siamo pronti a collaborare per dare risposta.

Come fate fronte alle sempre più scarse risorse economiche? Quanto poi questo si riflette sui servizi offerti?
La condizione finanziaria che abbiamo ereditato dalle vecchie amministrazioni è drammatica: un debito di un miliardo e mezzo e circa 800 milioni di disavanzo, con i governi che hanno tagliato e stando tagliando i trasferimenti agli enti locali. Un quadro che avrebbe portato l'amministrazione ad una contrazione pesante del welfare dunque dei servizi offerti ai cittadini. Noi, nonostante le difficoltà, abbiamo comunque scelto di non toccare le politiche sociali e, fino ad oggi, siamo riusciti ad amministrare realizzando anche importanti misure. Un miracolo laico, come lo definisco spesso. Attualmente però siamo al giro di boa, nel senso che, con la crisi in atto che si aggiunge ad una condizione delle casse disastrosa, la tenuta sociale è a rischio, e serve una politica di discontinuità da parte del governo rispetto agli enti locali. Noi abbiamo attuato una operazione di contenimento e razionalizzazione della spesa, azzerato le consulenze esterne, tagliato i cosiddetti costi della politica, cioè siamo stati virtuosi, ma adesso serve una aiuto da parte del governo, perchè non è giusto che la città paghi il prezzo di una politica scellerata del passato ed una nuova amministrazione, virtuosa, governi con una zavorra antica.

Un’ultima cosa Sindaco. Tra le tante cose fatte, le prime per cui andar fiero?
Le ho indicate prima: Napoli da oltre un anno senza emergenza rifiuti, la pedonalizzazione del Lungomare e la nuova immagine internazionale della città


È Venezia la regina
Intervista con Giorgio Orsoni, Sindaco di Venezia

La 18esima edizione di Ecosistema Urbano, l’indagine di Legambiente, realizzata in collaborazione con Il Sole 24 Ore premia la città lagunare che sovrasta tutti gli altri centri urbani più grandi principalmente per le bune performance che colleziona in alcuni degli indicatori più importanti: dai rifiuti alle piste ciclabili all’illuminazione pubblica, ma anche dal contrasto all’inquinamento atmosferico allo sviluppo costante del patrimonio verde disponibile, senza dimenticare il trasporto pubblico. “Il primo posto di oggi – ci dice il Sindaco Orsini – è l’esito di un lavoro di squadra, che viene da un ciclo lungo di governo locale virtuoso, che nel tempo ha prodotto questa svolta significativa”.


Tra le grandi città spicca Venezia. È per voi una sorpresa o vi aspettavate questo riconoscimento?
Al di là dei riconoscimenti, certo graditi, noi stiamo da tempo lavorando con grande impegno sul fronte dell’ecosistema urbano. E’ un risultato che, naturalmente, ci rallegra ma che soprattutto ci motiva a rafforzare ancor più il nostro impegno.

Quali indicatori fanno della città lagunare la regina della classifica?
Il primo posto di oggi è l’esito di un lavoro di squadra, che viene da un ciclo lungo di governo locale virtuoso, che nel tempo ha prodotto questa svolta significativa. Resta molto da fare. Alcune ulteriori scelte sono già state compiute, anche se non hanno ancora potuto essere conteggiate nella edizione attuale di “Ecosistema urbano”, come il nuovo piano rifiuti (con più differenziata e riduzione a monte dei rifiuti prodotti) o il nuovo piano per le piste ciclabili o quello per l’illuminazione pubblica a bassi consumi e a risparmio energetico (che sta suscitando interesse in tutto il mondo). Ma le nostre “performance” in questi stessi campi oltre che nel contrasto all’inquinamento atmosferico e lo sviluppo costante del patrimonio verde disponibile e del trasporto pubblico, il contrasto alle diverse fonti di inquinamento, rendono oggi possibile il nostro primato. Sarà uno stimolo a fare ancora di più, ad affrontare sempre meglio i problemi che restano.

Va tutto bene a Venezia o c’è qualcosa su cui lavorare per migliorare ulteriormente questa performance?
Sono ancora molti i problemi aperti, specialmente in un’area urbana come la nostra che ha subito gli esiti pesantissimi di una sregolata crescita urbana, l’impatto di uno sviluppo industriale che poco conto ha tenuto della salute umana e dell’ambiente e quello di una modernità che, soprattutto nella città storica e in laguna, ha spesso stravolto antichi, preziosi equilibri. Un’area dall’enorme estensione (412 kmq, quindicesimo comune italiano, su oltre 8 mila, per estensione), anche morfologicamente complessa, quindi più difficile da gestire. Ma questo risultato, oggi, ci da forza e rende credibile lavorare per raggiungere traguardi di sostenibilità ancora migliori.

Qui da voi sembra che la crisi non abbia minacciato la sostenibilità, che continua ad essere un requisito importante. Come avete fatto?
La nostra idea è che la tutela dell’ambiente e della salute e la modernizzazione “green” non sono dei lussi bensì dei fattori di nuovo sviluppo, per nuove prospettive di rigenerazione urbana, industriale, economica e sociale. Quindi, pur in un tempo di forti difficoltà finanziarie, specialmente per i Comuni ai quali le politiche centrali hanno riservato in questi anni continui e pesanti tagli di trasferimenti e dunque un impoverimento di risorse e di possibilità, e spesso anche di competenze e di poteri, abbiamo puntato su questi fattori innovativi e di qualità. È stato ed è non facile, ma è quanto di più lungimirante si possa fare oggi. Certo è importante anche il contributo di aziende private e singoli investitori, come anche delle aziende pubbliche, unite in un solo sforzo che è di governance condivisa, o quantomeno di obiettivi condivisi. Ma il ruolo dell’Ente locale, della politica nella sua forma più originaria - la tecnica di far crescere la polis e di farne cooperare le diverse parti - rimane decisivo.

Infine Sindaco. Il futuro di Venezia si gioca su quali iniziative, opere, scelte?
Sotto un profilo “ecosistemico” generale, direi nella possibilità che il tema della salvaguardia fisica della laguna e della città (con il suo complesso di opere, dal sistema Mose alla manutenzione dei rii, dal riequilibrio idrogeologico alla manutenzione urbana, dalla lotta al moto ondoso alla soluzione del problema delle grandi navi e del traffico petroli in laguna) si coniughi positivamente con quello della rigenerazione economica (che passa anche per la rigenerazione della zona industriale di Porto Marghera sotto il segno della sostenibilità, direzione nella quale abbiamo compiuto in questi mesi decisivi passi in avanti, con l’adozione del nuovo PAT, con l’importante accordo sulle bonifiche delle aree già industriali e sull’utilizzo di aree già dell’Eni a nuovi fini produttivi, con i nuovi piani di sviluppo delle attività portuali e logistiche, con la creazione dell’ecodistretto del riciclo e dell’energia di Fusina, che è anche un polo di gestione pubblica integrata del ciclo dell’acqua, con l’ulteriore crescita del parco scientifico-tecnologico). Altro aspetto decisivo riguarda il salto di qualità ulteriore della città di terraferma, un tempo non lontano considerata niente più che un sistema di squilibri e di disagi e oggi in forte e positiva evoluzione, con una nuova viabilità in cui prevale il trasporto pubblico (con il nuovo tram) e si sviluppano le zone pedonali e la rete ciclabile (oggi, con oltre 100 km, una delle maggiori d’Italia), con la crescita del sistema dei parchi urbani (e con l’imminente nascita dello stesso parco della laguna nord), del grande bosco (in realtà un sistema di boschi) in continua espansione a est di Mestre, della corona di ex forti militari che sono oasi storico-naturalistiche preziosissime. Sono tutti punti di un ecosistema urbano che rappresentano per noi i capisaldi di un città nuova che si incomincia a vedere e a vivere, oltre i problemi ancora aperti, oltre le difficoltà di cui siamo ben consapevoli.


L'eco-ambientale La Spezia
Intervista con Massimo Federici, Sindaco di La Spezia

“La svolta, il cambio di passo è stato realizzato nell’ultimo quinquennio. Una grande lavoro”. È fiero del risultato ottenuto in ambito ambientale il Sindaco di La Spezia, Massimo Federici. “Abbiamo messo delle concrete e solide basi per un futuro sostenibile della nostra città. Oggi possiamo dire davvero che l’ambiente sarà un asse dello sviluppo della città dei prossimi decenni. Credo e lavoro per una politica ambientale che crei sviluppo, lavoro, qualità”.


Tutti ormai si sono accorti dei passi da gigante di La Spezia sul tema della sostenibilità. Soddisfatto Sindaco?
Tantissimo. Ci troviamo nel mezzo di un grande cambiamento del clima che ha fatto irruzione, drammaticamente, con l’alluvione del 25 ottobre 2011, nella nostra quotidianità. I Comuni, le città, i territori devono affrontare questo cambiamento, condividere una responsabilità verso il nostro futuro. Servono fatti concreti, capacità e coraggio di scegliere. In questi anni abbiamo fatto scelte definitive, mai fatte prima per peso e lungimiranza: dai temi della raccolta differenziata a quello delle restituzione del nostro mare a usi più pregiati, passando per le scelte in campo energetico, i risultati nel campo delle rigenerazione del suolo e all’importantissimo tema, in un‘area tanto fragile, dalla salvaguardia del territorio. Abbiamo messo delle concrete e solide basi per un futuro sostenibile della nostra città. Oggi possiamo dire davvero che l’ambiente sarà un asse dello sviluppo della città dei prossimi decenni. Credo e lavoro per una politica ambientale che crei sviluppo, lavoro, qualità.

Cosa fa di la Spezia un comune eco-ambientale?
La svolta, il cambio di passo è stato realizzato nell’ultimo quinquennio. Una grande lavoro. Ci siamo concentrati sulla realizzazione di piani strutturali vincolanti per le scelte amministrative future. E oggi il nostro Comune possiede piani strutturali nei vari settori, in grado di integrarsi con gli strumenti programmatori già esistenti o di prossima discussione, a partire dalla revisione del Piano Urbanistico Comunale che ci vedrà impegnati già a partire dai prossimi mesi. Oggi il Comune della Spezia ha il piano energetico, il piano della depurazione degli scarichi, il piano della campagna urbana, quello della sentieristica, il piano della raccolta dei rifiuti, cardini fondamentali per uno sviluppo basato sulla sostenibilità.
Ha trovato una cittadinanza attenta e coinvolta nella realizzazione delle “buone pratiche”?
Sì, i cittadini hanno dato in ogni passaggio prova di grande civismo e di partecipazione attiva. E’ una cosa di cui vado fiero e una base fondamentale per sviluppare ulteriormente la nostra politica ambientale. Faccio solo alcuni esempi significativi. La raccolta differenziata porta a porta che coinvolge oggi 33.000 abitanti ha raggiunto il 70% di raccolta differenziata di buona qualità. E poi, il grande e fondamentale impegno dei volontari per la cura della nostra rete sentieristica e nel nostro sistema comunale di protezione civile. La spinta e l’adesione di associazioni e singoli al progetto per la campagna urbana. Fino alla collaborazione avuta dagli amministratori di condominio per il piano di risanamento di degli scarichi non depurati: tra il 2008 e il 2011 la percentuale degli abitanti equivalenti allacciati al depuratore è aumentata del 7.5%. Senza contare il deciso balzo in avanti del fotovoltaico: siamo passati da 190 kw del 2009 a 827 nel 2012.
Centri minori uguale rischi minori e più facilità di buon governo. È così?
Non è sempre detto. Non è scontato. Serve la capacità di comunicare e coinvolgere, di attivare percorsi di partecipazione attiva. E anche su questo bisogna lavorare. Lo sviluppo della cultura ambientale è una tappa fondamentale. Sia all’interno dell’ente promuovendo l’ambiente come fattore di impegno trasversale per tutti i dipartimenti, sia sul territorio. In questi anni il nostro centro di educazione ambientale Labter è diventato un punto di riferimento importante, è cresciuto per attività e incisività non solo verso i più piccoli, ma anche come fattore di educazione permanente rivolta agli adulti per costruire insieme il futuro ambientale della nostra città.

Infine Sindaco. Come confermarsi anche domani? Su cosa puntare per il futuro?
Tutela e valorizzazione dei nostri beni ambientali e paesaggistici, riduzione degli agenti inquinanti, incentivazione e sviluppo di un’economia verde, incentivazione della produzione agricola locale promuovendo l’imprenditoria biologica e la filiera “a Km 0”: sono queste le linee su cui proseguirà il nostro lavoro. Accanto a ciò la novità di un piano per la mobilità dolce ed ecologica, che guarderà all’integrazione del trasporto su acqua con quello ferroviario e della viabilità. Aspetti di una pianificazione che entrerà a pieno titolo nella revisione del PUC dove vogliamo sia presente la qualità ambientale come parametro misurabile. E poi: completamento, in due anni, del risanamento degli scarichi non depurati per restituire il nostro specchio di mare ad usi più pregiati; estensione entro il 2013 del sistema di raccolta porta a porta a tutta la città migliorando il servizio sotto il profilo organizzativo, attuazione del piano energetico comunale. La nostra sfida energetica punta a un futuro fuori dai combustibili fossili. Per questo continueremo a batterci in sede nazionale perché nel nuovo piano energetico sia messo in discussione il permanere della centrale alla Spezia. E, da subito, drastico abbattimento degli inquinanti, con la battaglia che abbiamo ingaggiato nei confronti di Enel sul terreno dell’AIA.


Come si vive bene a Verbania
Intervista con Marco Zacchera, Sindaco di Verbania

Di Verbania se ne parla sempre bene. Da anni. Sempre al top delle classifiche nazionali generali di ogni tipo. Sembra che sulle rive del Lago Maggiore, anche in periodi di crisi, si viva molto bene. Un’amministrazione attenta a tutto e apprezzata dalla cittadinanza. Marco Zacchera è il Sindaco. Lo abbiamo incontrato.


Sig. Sindaco, sempre in cima alle classifica di ogni tipo. Siete apprezzati da tutti. Tanta soddisfazione, non è vero?
Ovviamente tanta soddisfazione. Da alcuni anni siamo al top delle classifiche nazionali generali e dei centri medio-piccoli. È una consuetudine oramai che però è il frutto di impegno, lavoro e condivisione degli obiettivi con la cittadinanza.

Andando nello specifico, quali sono le buone pratiche che vi hanno portato così in alto?
Innanzitutto abitiamo sulle rive del Lago Maggiore il che ci permette di partire da posizioni di vantaggio per esempio sui dati della qualità dell'aria. La nostra città poi è molto sparsa (Verbania è stata creata nel 1939 unendo Intra a Pallanza - ndr) e quindi non mancano ville, giardini, parchi anche in pieno centro urbano. Devo anche dire che la precedente amministrazione aveva lanciato una raccolta dei rifiuti urbani molto spinta che - dopo molte difficoltà iniziali - ha permesso di raggiungere buoni risultati. Conseguentemente i ragazzi crescono con buoni principi ambientali e la gente collabora abbastanza.

Ecosistema urbano in tempo di crisi e scarsità di risorse. Cosa può dirci in tal proposito?
Che una buona qualità della vita e il rispetto ambientale non creano situazioni economiche più care, anzi, capire che gli imballaggi contano poco rispetto alla qualità dei prodotti, che molto si può riciclare, che le risorse non vanno sprecate. Paradossalmente la crisi dovrebbe invogliare e favorire un atteggiamento ecologicamente più rispettoso.

Infine sig. Sindaco, per confermarvi anche il prossimo anno quale aspetto dovrete migliorare? Ci sono questioni ancora aperte da affrontare?
Non riusciamo più a crescere con la raccolta differenziata: superato il 70% è sempre più difficile migliorare anche perchè la nostra è una città turistica che d'estate raddoppia gli abitanti molto dei quali poco sensibili a queste tematiche. Dobbiamo razionalizzare la rete idrica: noi non abbiamo problemi di acqua e quindi conta poco una forte dispersione, ma comunque andrebbero fatti molti lavori di sistemazione. Quest'anno abbiamo operato sodo sul traffico creando molte “zone 30” mentre vorremmo investire sulle piste ciclabili anche se mancano finanziamenti dedicati ed abbiamo un blocco degli investimenti, come tutti i comuni d'Italia.



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