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TUTTI COINVOLTI PER AVVIARE UNA VERA RIFORMA CONDIVISA

Una nuova stagione per i trasporti pubblici

Intervista con Salvatore Ottonelli - Responsabile Dipartimento Mobilità - Uil Trasporti

Quando si parla di trasporti pubblici si pensa sempre alla concorrenza negata, alle inefficienze, alla mancanza di trasparenza e di regole. Per molti è necessario una dose massiccia di privato, per altri deve rimanere una “cosa pubblica”. Sicuramente è questo un tema caldo, importante per assicurare ai cittadini/consumatori servizi efficienti e puntuali, a costi accessibili. È necessario pensare ad una nuova stagione per i trasporti pubblici? Lo abbiamo chiesto a salvatore Ottonelli, Responsabile Dipartimento Mobilità della Uil Trasporti.


Quali sono le conseguenze più evidenti per i cittadini/consumatori della quasi inesistente concorrenza pubblica nel settore dei trasporti pubblici?
La concorrenza pubblica tout court non è necessariamente la soluzione del problema. Può rappresentare uno degli strumenti utili a migliorare il livello di servizio in termini qualitativi e quantitativi ma la condizione è che sia accompagnata da un sistema di regole che metta tutti gli operatori sul medesimo livello e comporti oneri omogenei rispetto a livelli di servizio, investimenti, qualità, innovazione e razionalizzazione dei costi.

“Il privato è bello”, “La gestione pubblica è necessariamente la soluzione migliore”. Lei da che parte sta?
La contrapposizione tra privato e pubblico è una trappola ideologica. In assoluto abbiamo gestioni totalmente private che sono inefficienti ed assistite e gestioni pubbliche inefficaci e poco produttive e viceversa. La soluzione è da ricercare nella chiarezza delle regole, nella certezza delle risorse e nella vocazione di ognuno dei soggetti in campo. La gestione deve rispondere a parametri di efficienza e correttezza con gli strumenti con cui gestire il servizio industriale. Il pubblico ha il compito-dovere di programmare, indirizzare, organizzare la domanda secondo le esigenze del proprio territorio e a questo finalizzare l’uso delle risorse.

Che siano “gare” per affidare a privati, pubblici servizi di trasporto o che siano gestioni cosiddette “in house” cioè di pertinenza diretta delle amministrazioni pubbliche, mancano spesso i requisiti di trasparenza. È d’accordo?
La trasparenza non dipende dal sistema di affidamento. Abbiamo recenti esempi che dimostrano come sia possibile “indirizzare” le gare e quanto poco chiari siano alcuni affidamenti in house.
Peraltro, la procedura a mezzo gara si presta a parametri valutativi esclusivamente di natura economica indipendentemente dai livelli di servizio. L’affidamento è per definizione discrezionale. A nostro avviso occorre razionalizzare la domanda individuando bacini sufficientemente ampi da raccogliere in maniera sinergica le esigenze di mobilità. Questo consentirebbe una migliore spesa ed un servizio più efficiente ed efficace.

Qual è tra le varie modalità di trasporto pubblico, quella che crea maggiori difficoltà ai cittadini?
In assenza di una reale integrazione modale tutte. In un sistema che necessità di essere ristrutturato in profondità il ferro si presenta in ritardo e rigidamente vincolato, la gomma è flessibile ma lenta e di minore capacità, il trasporto privato è oneroso in termini di costi individuali ed ambientali.
Quali vantaggi produrrebbe una maggiore competizione tra soggetti nel mercato del trasporto pubblico?
La concorrenza ha un senso ed una validità se fatta con un panel di regole vincolanti, senza dumping sul lavoro, razionalizzando le risorse necessarie e superando il nanismo aziendale del nostro paese. Diversamente sarebbe solo un pannicello caldo che coprirebbe nuove e più profonde disfunzioni.

Qualche ricetta per garantire maggiormente il diritto alla mobilità dei cittadini?
Ristrutturare il sistema superando la miriade di piccole e piccolissime aziende che assorbono finanziamenti pubblici offrendo scarsa qualità. Occorre ragionare per bacini di traffico su cui investire in maniera sinergica ed integrata tra le varie modalità. Immaginare modalità che in orari e situazioni date siano in grado di rispondere ad una forte domanda e di modalità flessibili per cogliere le esigenze più diffuse sul territorio. Superare la logica del mini-comune con la propria micro concessione.

È il caso di pensare ad una nuova stagione per il settore dei trasporti?
Assolutamente si. Bisogna che Governo, Regioni ed Enti Locali, Associazioni di Imprese e Organizzazioni sindacali avviino una vera stagione di riforme basata sugli elementi descritti: programmazione, investimenti, bacini, risorse, regole.



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