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TANTI TIR SULLE STRADE, TANTO LAVORO PER LA POLIZIA STRADALE

Le regole ci sono, vanno rispettate

Intervista con Luisa Pellizzari, Direttore Polizia Stradale

“Le aziende rispondono come datore di lavoro della cattiva organizzazione delle pianificazioni dei viaggi, delle condizioni di lavoro alle quali espongono i dipendenti, del pagamento in solido col conducente e, in particolari casi, anche per le responsabilità diverse dalle violazioni del Codice della Strada”. Come dire, le regole ci sono e valgono per tutti, bisogna rispettarle. Ed il costo per i trasgressori è salato. Ne abbiamo parlato con Luisa Pellizzari, neo Direttore del Servizio della Polizia Stradale.


Direttore, in tema di sicurezza quanto lavoro vi danno i mezzi pesanti?
L’attività di controllo dei veicoli in circolazione da qualche anno vede la Polizia Stradale particolarmente impegnata nel contrastare alcuni comportamenti di guida più pericolosi per le potenzialità che hanno di determinare incidenti stradali con gravi conseguenze.
Mi riferisco in particolare alla verifica delle condizioni psico-fisiche dei conducenti, compromesse dall’assunzione di alcool o di sostanze stupefacenti/psicotrope, fenomeno che ha riguardato e ancora interessa i conducenti professionali, nonostante modifiche normative di maggior rigore sia nella fase di avvio alla professione sia in sede di controllo su strada. Tale comportamento incide sulla sicurezza di guida e soprattutto si accompagna per i conducenti professionali alla inosservanza delle regole sui tempi massimi di guida e sui tempi minimi di riposo.
Per dare un’idea del fenomeno, nel 2010 (ultimi dati consolidati) la Polizia Stradale ha contestato - a carico di conducenti di autobus e di mezzi adibiti al trasporto di merci - 1.365 violazioni per guida in stato di ebbrezza (in totale 28.882), 99 violazioni per guida sotto l’influenza di droga (in totale 2.486), n71.857 violazioni dei tempi di guida e di riposo.

Quali sono le regole che vengono maggiormente infrante dagli autisti dei Tir? Quali i comportamenti a rischio?
I conducenti professionali, sotto questo profilo, non sono dissimili dagli altri conducenti per cui le infrazioni più ricorrenti sono sostanzialmente le stesse di tutti gli altri autisti. Oltre ai comportamenti più a rischio già descritti, segnalerei - sempre per il 2010 - le violazioni in tema di mancato rispetto delle distanze di sicurezza (1.609 - 6.106 in totale -) quelle in tema di precedenza (1.512 - 10.999 in totale -) e quelle per il superamento dei limiti di velocità (72.279 - 828.340 in totale -).
Aggiungerei alcune violazioni particolari per chi effettua trasporto di cose, quali la circolazione in sovraccarico (46.576 violazioni nel 2010) che generano tempi e spazi più lunghi di frenata in caso di gestione di un’emergenza viabilistica, nonché le violazioni più in generale riconducibili al mancato rispetto delle condizioni di efficienza dei veicoli (mancata revisione – art.80 C.d.S. 18.480 violazioni nel 2010 - mancanza o inefficienza dispositivi di equipaggiamento – artt. 72 e 79 C.d.S. 67.211 violazioni nel 2010).

Le norme ci sono ma spesso non vengono rispettate. Quali sono i rischi per le aziende inosservanti delle regole?
Le aziende rispondono come datore di lavoro della cattiva organizzazione delle pianificazioni dei viaggi, delle condizioni di lavoro alle quali espongono i dipendenti, del pagamento in solido col conducente e, in particolari casi, anche per le responsabilità diverse dalle violazioni del Codice della Strada.
La Polizia Stradale, peraltro, in questi ultimi anni si è adoperata molto nell’allacciare rapporti con l’Ufficio Provinciale MTCT, con l’Ufficio Provinciale del Lavoro, con ASL ed altri Enti, per garantire all’azione di controllo su strada un approccio multidisciplinare che consenta di intervenire sulle responsabilità delle aziende, laddove emerga che il comportamento scorretto del conducente è indotto dal “sistema” del trasporto su strada.
Inoltre, ha accolto con vivo interesse le richieste di alcune grandi aziende di poter fare incontrare i propri dipendenti, conducenti professionali, con operatori della Polizia Stradale per conoscere più da vicino, guardando agli incidenti stradali che coinvolgono i conducenti professionali, le cause più frequenti dei sinistri e i comportamenti virtuosi/prudenti che possono, se non evitare l’evento infausto, almeno ridurne al massimo la conseguenza.

Molti Tir provengono dall’estero. In questo caso i controlli sono più difficili? Il vostro lavoro si complica?
In effetti il controllo dei conducenti professionali che effettuano i trasporti comunitari o internazionali, quando sono stranieri, fanno nascere ulteriori complicazioni ai controlli amministrativi e tecnici, a causa della scarsa conoscenza della lingua italiana. Inoltre il controllo di polizia si deve estendere anche al rispetto delle regole circa la presenza di stranieri in Italia.
La Polizia Stradale è comunque professionalmente preparata ad affrontare la tipologia di controlli nei riguardi dei mezzi stranieri: la disponibilità di formulari plurilingue nonché di documenti informatici in più lingue con tutte le regole europee sui tempi di guida e di riposo costituisce una preziosa risorsa nel colloquio col conducente straniero.
Inoltre, sta continuando la collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento per i Trasporti Terrestri - per il costante aggiornamento sugli atti autorizzativi dei trasporti internazionali e sull’evoluzione della normativa comunitaria e CEMT di settore per garantire elevati livelli di preparazione del personale di Polizia.
In sede di controlli su strada congiunti con il personale del Ministero Infrastrutture e Trasporti e l’impiego dei Centri Mobili di Revisione sono stati complessivamente controllati (nel 2011) 32.045 mezzi, il 26% dei quali di nazionalità straniera. Gli irregolari costituiscono il 33% dei veicoli stranieri che sono stati selezionati per l’avvio ai controlli mirati appena descritti. Nel contempo costituiscono circa il 9% di tutti i veicoli, italiani e stranieri, controllati con i Centri Mobili di Revisione.

La tecnologia, il controllo satellitare permetterebbe all’azienda di rispettare le norme (ore di guida, velocità medie, chilometri percorsi, ecc..) e faciliterebbe il controllo da parte delle autorità. Quanto vi sarebbe di aiuto nello svolgimento del vostro lavoro?
L’apporto delle nuove tecnologie per consentire un monitoraggio delle flotte aziendali e per stigmatizzare i comportamenti scorretti dei propri dipendenti si va diffondendo anche in Italia.
Peraltro in sede europea si stanno valutando sistemi da controllo da remoto dei tempi di guida dei conducenti professionali, nella disponibilità degli organi di controllo, per mirare la loro azione nei riguardi dei conducenti irregolari. Si tratta comunque di tecnologie ITS che concorrono all’ottimizzazione dei tempi di trasporto delle merci, nel rispetto delle regole e in diretta relazione con la struttura logistica coinvolta nel movimento delle merci (accessi ai nodi intermodali, accessi ai porti, effettuazione delle operazioni di dogana etc..).
La Polizia Stradale sta seguendo con interesse tutti questi sviluppi per ottimizzare anch’esso i tempi di controllo limitando le azioni di verifica nei riguardi dei soggetti che risultano tracciati e osservanti dei tempi di guida.
La tecnologia è già comunque al servizio di alcune tipologie di controllo della Polizia Stradale come il sistema SICVE-TUTOR per il controllo della velocità media in autostrada e il sistema OVERLOAD-TUTOR per il controllo dinamico dei limiti di massa dei veicoli commerciali.



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