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Chiarimenti in merito al credito di imposta per ricerca e sviluppo.


La C.M. 27.4.2017, n. 13/E ha fornito chiarimenti in merito al credito d'imposta per ricerca e sviluppo, fornendo alcune istruzioni alle imprese che intendono usufruire del citato incentivo, sulla base delle modifiche introdotte dalla L. 11.12.2016, n. 232 (Legge di bilancio 2017).
In sintesi, tra le novità che si applicano da quest'anno, viene concesso un anno in più per effettuare gli investimenti, viene innalzato da Euro 5 a Euro 20 milioni l'importo massimo annuale del credito che ciascun beneficiario può maturare mentre l'aliquota aumenta al 50% e diventa unica per tutti i tipi di spese ammissibili; inoltre, entrano a far parte dei beneficiari anche le imprese residenti che svolgono attività di ricerca e sviluppo per conto di imprese committenti non residenti e sono agevolabili le spese relative a tutto il personale impiegato in ricerca e sviluppo, a prescindere dalla qualifica e dal titolo di studio del lavoratore.
Specificamente, per quanto riguarda l'ambito temporale, l'Agenzia delle Entrate specifica che si allunga di un anno il periodo entro il quale gli interessati possono effettuare gli investimenti ammissibili all'agevolazione; alla luce di quanto previsto nella Legge di bilancio 2017, i soggetti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare possono avvalersi dell'agevolazione, oltre che per gli investimenti effettuati nei periodi d' imposta 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019, anche per quelli effettuati nel periodo d'imposta 2020. Analogamente, i soggetti con periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare possono beneficiare dell'agevolazione per gli investimenti effettuati a decorrere dal periodo d'imposta 2015-2016 e fino al periodo d'imposta 2020 - 2021.
Aumenta da Euro 5 a Euro 20 milioni l'importo massimo annuale del credito d'imposta riconosciuto a ciascun beneficiario, fermo restando il fatto che le spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo devono essere almeno pari a Euro 30.000 nel periodo d'imposta per il quale si intende beneficiare dell'agevolazione. Per i primi due periodi agevolati, il credito d'imposta compete nei limiti dell'importo massimo annuale di Euro 5 milioni, mentre per i rimanenti 4 periodi agevolati il beneficio spetta nei limiti del nuovo tetto massimo evidenziato.
Riguardo al momento in cui far valere il credito d'imposta, si precisa che esso potrà essere utilizzato, esclusivamente in compensazione, a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi per le attività di ricerca e sviluppo.
Inoltre, sempre alla luce di quanto previsto nella Legge di bilancio 2017, la misura dell'aliquota del credito d'imposta non è più differenziata in rapporto alla tipologia di spese ammissibili ma è fissata al 50% per tutti i costi ammissibili.
Sono altresì ampliati gli ambiti della ricerca agevolabile; rientra infatti anche l'attività di ricerca e sviluppo svolta da imprese che operano sul territorio nazionale in base a contratti di committenza con imprese estere. Per effetto di questa modifica il soggetto commissionario residente che esegue attività di ricerca e sviluppo per conto di committenti non residenti viene quindi equiparato al soggetto residente che effettua gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo; tale novità trova applicazione a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2016.
Viene inoltre eliminata la distinzione tra personale altamente qualificato e personale non altamente qualificato. A partire infatti dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2016 (dal 2017 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l'anno solare), non è più necessario suddividere il costo sostenuto per il personale altamente qualificato e quello sostenuto per il personale tecnico non in possesso del titolo di studio richiesto.

Andrea Pesci
(riproduzione riservata)

In collaborazione con

05/05/2017
redazione@paginemonaci.it
paginemonaci.it

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