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Preparati è meglio


Frequentare l'università conviene, anche con la crisi. Il Rettore della Lumsa, Giuseppe Dalla Torre, spiega perchè.

Oggi in Italia circa un giovane su quattro (dati Istat) è senza lavoro. Per molti studiare e laurearsi sembra essere ormai diventato superfluo, come dimostra il progressivo calo delle immatricolazioni presso gli atenei. Una grande fuga che mette a dura prova il sistema universitario. Eppure, frequentare un ateneo, specialmente se prestigioso e di alto livello, conviene ancora. Giuseppe Dalla Torre, Rettore della Lumsa di Roma, spiega perché.


Rettore Dalla Torre, quali strategie adotta l'Università LUMSA, per preparare laureati in grado di inserirsi negli organici delle aziende ?

Noi abbiamo al riguardo un eccellente servizio dell'Ufficio stage e tirocini, che ha creato, attraverso alcune centinaia di convenzioni, una solida rete di rapporti tra l'Università ed i mondi vitali del lavoro, privato e pubblico. Tutti i nostri studenti hanno la possibilità di maturare un'esperienza in un'azienda o presso una istituzione pubblica nel corso dei propri studi universitari, come pure dopo aver conseguito la laurea. Si tratta di esperienze altamente positive per entrambe le parti: la serietà e la preparazione dei nostri allievi ha contribuito a far crescere nel mondo delle aziende e della pubblica amministrazione la reputazione dell'Ateneo e, quindi, la consapevolezza della preparazione professionale ed umana che qui si raggiunge. A ciò si unisce l'ottimo lavoro svolto dal Placement Office, che cerca sempre nuove opportunità per i nostri laureati.

Terminato il periodo delle grandi riforme dell'Università italiana, ritiene che le aziende abbiano una migliore opinione sulla preparazione dei laureati in procinto di entrare nel mondo delle professioni?

Lo scenario attuale vede aziende e Atenei uniti nel medesimo sforzo: produrre qualità. Mentre sono ben noti i risultati dell'imprenditoria nazionale, che per sua natura è orientata al profitto e per conseguirlo deve costantemente agire ai massimi livelli, l'Università invece, pur lavorando spesso al meglio con l'esiguità delle risorse che le sono messe a disposizione, non riesce a fare percepire il buon lavoro svolto. La riforma Gelmini ha inteso cambiare profondamente il profilo dei nostri laureati. Questa mutazione, rende sì più specializzato il giovane ma si è concretizzata in un periodo, in un ciclo economico depressivo che offre meno opportunità del passato. La mia opinione è che l'Università deve credere maggiormente nel proprio buon lavoro e proporre alle aziende possibili partnership di formazione. I corsi di laurea, in futuro, dovrebbero essere progettati da un board allargato a imprese e imprenditori di livello nazionale che intendono assorbire laureati formati con profili di forte interesse e di immediata spendibilità negli organici. Negli Stati Uniti questo avviene da anni: se l'Ateneo si accorda con le aziende per assorbire a fine corso un certo numero di laureati questo conviene sia al laureato, sia all'Ateneo, sia alle aziende e questo creerebbe prospettive, e genererebbe nei giovani la consapevolezza che l'impegno negli studi è tornato a essere un fattore importante per la costruzione del proprio futuro. Un'osservazione: in questi giorni si riparla ampiamente di fuga dei cervelli: ma se le aziende straniere ci prendono i nostri laureati, ciò significa che l'Università italiana sa formare l'eccellenza e renderla competitiva a livello internazionale.


Aziende e Atenei tradizionalmente uniscono le loro forze nella ricerca, vero motore dell'innovazione. In che modo la ricerca della LUMSA si rende utile alla collettività e al mondo della produzione?

Per il suo carattere di Ateneo a prevalente vocazione umanistica, e con limitate opportunità di trasferimento scientifico e tecnologico, la LUMSA ha sviluppato attività di terza missione solo in alcuni ambiti, tra cui quelli sociologico, comunicativo e socio-pedagogico, ottenendo tuttavia risultati particolarmente soddisfacenti. In particolare il CSSU (Centro Studi Scenari Urbani) ha svolto numerose attività di ricerca in conto terzi, divenendo rapidamente un punto di riferimento per i servizi di consulenza, alta formazione, analisi, valutazione e monitoraggio del territorio.
Tra le numerose ricerche svolte in conto terzi se ne citano solo alcune: la Collaborazione con Ass.Tra. -Associazione Trasporti, sui temi della mobilità sostenibile; uno Studio sui Servizi Pubblici Locali nel Mezzogiorno per il Formez nell'ambito del Progetto Elios, Formez, 2007; Studio su La comunicazione del trasporto pubblico locale, ASSTRA, 2007; Studio su Modalità di gestione e organizzazione dei servizi pubblici locali: analisi dei rapporti tra Comuni e Enti erogatori, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Funzione Pubblica, 2005; Analisi dell'immagine della polizia penitenziaria e definizione delle linee guida per la predisposizione del Piano di comunicazione attraverso un percorso sistematico di studio del Dipartimento e del rapporto con i diversi segmenti della popolazione, Dipartimento Amministrazione penitenziaria, 2004; EBE - Electronic Business Engineering: l'Università per lo sviluppo del territorio.
Anche nell'ambito del servizio sociale, afferente al Centro di Scienze della Formazione, l'Ateneo ha svolto una costante attività, spesso in partenariato con amministrazioni pubbliche o con diversi enti, di cui si citano alcuni esempi: partecipazione al progetto LIA "Laboratori per l'Integrazione e l'Autonomia" (Fondo Europeo per i Rifugiati), di cui è stato committente e partner il programma Integra del Comune di Roma; il progetto "Sistemi di welfare-mix a Roma. Servizi alla persona e politiche di esternalizzazione e accreditamento in uso nei Municipi di Roma", di cui è stato committente l'Osservatorio Economia Civile della Camera di Commercio Industria e Artigianato di Roma. Altre iniziative di terza missione hanno riguardato l'analisi delle abitudini alimentari dei diversi gruppi etnici (in partenariato con la Regione Lazio), modelli di integrazione nel contesto delle periferie urbane, ecc.
Si può affermare che nella realtà romana e regionale, tanto nella dimensione civile quanto in quella ecclesiale, la LUMSA è punto di riferimento e partner abituale in studi e analisi del territorio volti a migliorare servizi al cittadino, collaborazione di istituzioni e di imprese, e processi di integrazione sociale.

Rettore, spesso si sente dire che i laureati hanno troppe pretese economiche. La realtà invece parla di molti giovani che lavorano in un settore diverso da quello in cui si sono formati e con retribuzioni inadeguate. Cosa possono fare imprese e università per uscire da questa situazione?

L'Università non può influire sulle dinamiche interne al mondo del lavoro né sostenere le ambizioni dei giovani che si affacciano sul mondo del lavoro. Da parte nostra - al momento - possiamo e dobbiamo preparare al meglio il laureato a livello di formazione, senza nascondergli che il futuro lavorativo dipende da variabili spesso non prevedibili a tavolino. La migliore raccomandazione che mi sento di poter dare a un laureato è di continuare a ritenersi in cammino, senza pensare che la laurea sia stata la conclusione della fase di formazione e apprendimento. Nella vita non si finisce mai di imparare e quello che apprendiamo anche oggi potrebbe essere la base per una professionalità domani. E' questa capacità che fa la differenza.

Il laureato LUMSA in cosa si distingue dagli altri laureati? Ci sono studenti LUMSA che ricoprono mansioni di responsabilità nelle aziende per le quali lavorano? Qual è il loro profilo?

La nostra pretesa è quella di fare non solo formazione ma anche, più ampiamente, educazione della persona. Come riconosciuto da manager e "cacciatori di teste", l'educazione costituisce una marcia in più per potersi affermare nel mondo del lavoro. Perché educazione significa sapersi presentare, sapersi rapportare, dare una dimensione umana alle relazioni nell'ambiente di lavoro e con l'esterno, saper essere persona che appiana i conflitti ma non li crea… Ora il nostro laureato non ha solo un'ottima formazione professionale, ma esce anche con una educazione umana, civile e sociale, che nel mondo lavorativo viene apprezzata. Abbiamo numerosi esempi di laureati LUMSA che si sono rapidamente affermati: nel campo della magistratura, del notariato, del giornalismo scritto e radiotelevisivo (molti dei giornalisti dei telegiornali rai e delle maggiori emittenti vengono dalla nostra scuola); ma anche in settori come il marketing o le relazioni istituzionali abbiamo nostri laureati in posizioni rilevanti presso aziende di grande profilo, come la Ferrari s.p.a. o la Pirelli & C. s.p.a.

26/09/2013
redazione@paginemonaci.it
paginemonaci.it

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