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Un Fondo per la ripresa


Da oltre tredici anni il Fondo Centrale di Garanzia istituito presso il ministero dello Sviluppo Economico aiuta le pmi a ottenere il credito bancario necessario agli investimenti. Uno strumento, in temi di credit crunch, più prezioso che mai. Ad oggi nove imprese su dieci che hanno deciso di ricorrere a tale garanzia pubblica, hanno ottenuto i finanziamenti richiesti. Claudia Bugno presiede il Fondo e spiega a PagineMonaci.it risultati e prospettive di tale fondamentale strumento.

Dott.ssa Bugno, la crisi morde ancora, è ipotizzabile un ulteriore rafforzamento del Fondo?

Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, quale importante strumento di politica industriale, è stato rifinanziato più volte nella consapevolezza che il credito e la difficoltà nell’accesso rappresentano per le aziende un problema di fronte al quale i Governi sono chiamati a confrontarsi e ad intervenire. Diverse norme hanno interessato la dotazione del Fondo e sono state adottate in ragione del suo straordinario effetto leva in base al quale con un euro di dotazione del Fondo sono attivabili circa 18 euro di finanziamenti: nel periodo 2008-2012 il Fondo è stato rifinanziato per circa 2 miliardi di euro , mentre con il Decreto Salva Italia , per il triennio 2012-2014, sono state apportate ulteriori risorse per 1,2 miliardi di euro.
Significativi interventi sono stati realizzati con il coinvolgimento di soggetti che hanno apportato ulteriori risorse. Aderendo infatti alla possibilità di cofinanziamento del Fondo di garanzia da parte di banche, regioni e altri enti, possibilità fortemente voluta dai rappresentanti di parte pubblica e privata che siedono in Comitato di Gestione e resa possibile dal Decreto MISE/MEF del 26.1.2012 “Modalità per l’incremento della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”, i soggetti apportanti (al momento diverse Camere di Commercio e il Dipartimento per le pari opportunità, in via di definizione il rapporto con alcune Regioni) hanno contribuito con risorse proprie consentendo la creazione di apposite sezioni speciali del Fondo Centrale.
Oggi, anche sulla base delle indicazioni dei Saggi, chiamati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad individuare misure economico-sociali condivise da tutte le forze parlamentari, è stata suggerita una ulteriore espansione dell’operatività del Fondo, ipotesi condivisa dall’attuale Governo che, con il Decreto Fare ha previsto importanti misure finalizzate a favorire ulteriormente l’accesso alla garanzia del Fondo Centrale. E’ stato programmato inoltre un suo rifinanziamento, in sede di Legge di Stabilità, che consentirà di attivare credito aggiuntivo per circa 50 miliardi di euro.

Ad oggi quali i risultati raggiunti?

L’ipotesi di un rifinanziamento dello strumento appare di fondamentale importanza anche al fine di garantirne la continuità operativa. I risultati confermano, infatti, l’evoluzione positiva dell’operatività dello strumento con numeri in continua crescita.
Dall’inizio della sua operatività fino a tutto il 2012 il Fondo ha accolto 274.978 operazioni finanziarie, per un volume di finanziamenti pari a 41,5 miliardi e un importo garantito di 21,8 miliardi.
Nel 2012 sono state oltre 60.000 le operazioni accolte, con la concessione di circa 4 miliardi di euro di garanzie e l’attivazione a favore del sistema imprenditoriale di circa 8 miliardi di euro di finanziamenti.
Nel primo quadrimestre del 2013 sono già state registrate 16.774 operazioni, per un volume di finanziamenti pari a € 2,4 miliardi e un importo garantito pari a € 1,4 miliardi .

Qual’è l’identikit dell’impresa che decide di rivolgersi a voi?

Dal monitoraggio realizzato dall’Osservatorio del Comitato di gestione, si rileva che nel 2012 il Fondo è stato utilizzato soprattutto da microimprese (60,5% del totale delle operazioni a fronte di un 30,7% imputabile alle piccole imprese e un 8,7% di operazioni presentate da imprese di medie dimensioni). Circa un quinto delle imprese che hanno beneficiato della garanzia del Fondo Centrale appartengono alla categoria delle imprese artigiane.
Per quanto riguarda i diversi settori economici, l’industria è il comparto con la quota più elevata di domande ammesse (43,5% del totale nel 2012), seguita dal commercio (33,1%).
Dato che è confermato dalle prime rilevazioni del 2013: nel I quadrimestre di quest’anno il 46,0% delle domande si riferisce ad imprese che operano in campo industriale, mentre il 37,6% ad imprese del commercio.
Il Fondo è utilizzato da imprese presenti in tutte le Regioni italiane, anche se alcuni territori fanno registrare un utilizzo maggiore: Lombardia, Piemonte, Sicilia, Campania e Toscana sono le Regioni che nel 2012 hanno fatto rilevare il maggior numero di domande accolte. Quasi la metà delle operazioni è, comunque, imputabile ad imprese ubicate nelle Regioni del nord Italia.

Possono richiedere l’intervento del Fondo Centrale di Garanzia tutte le PMI rientranti nei parametri dimensionali di cui al Decreto MAP del 18 aprile 2005, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005, ed alla Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003.
Le imprese devono essere:

valutate economicamente e finanziariamente sane;
appartenenti a qualsiasi settore ad eccezione di alcuni settori esclusi dalla UE (trasporti ad eccezione dell’autotrasporto merci c/terzi, cantieristica navale, industria automobilistica, etc). Il settore agricolo è escluso dalla garanzia diretta ma non dalla controgaranzia;
situate sul territorio nazionale (anche per investimenti all’estero).
Attualmente non è ammesso l’intervento del Fondo in garanzia diretta per le imprese ubicate nel Lazio e nella Toscana.

03/07/2013
redazione@paginemonaci.it
paginemonaci.it

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